Lucio Stanca a capo dell’Expo

Finalmente è arrivata la nomina dell’ex ministro dell’Innovazione. Ma il sisma abruzzese fa nascere qualche dubbio

Il sisma abruzzese a Milano non l’ha sentito nessuno. Ma le continue scosse potrebbero avere effetti più devastanti nel tempo. Perché qualche dubbio sulla sostenibilità dell’evento dal unto di vista finanziario, ora che bisogna rifare un pezzo d’Abruzzo, esiste.


Per il Friuli nel 1976 ci vollero quasi dieci miliardi di euro, per l’Irpinia altri 32 e per Umbria e Marche nel 1997 quattro miliardi. Questi sono i calcoli dell’agenzia di stampa Il Velino. Stime su l’Aquila e dintorni per ora non ce ne sono, ma è evidente che i danni sono ingenti. Berlusconi ha detto che il Ponte sullo Stretto si farò sicuramente, e il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati ha osservato che sarebbe un po’ bizzarro fare il Ponte e rinunciare all’Expo.


Ma i soldi basteranno?


Intanto, a 374 giorni di distanza dalla vittoria di Parigi, Lucio Stanca è il nuovo amministratore delegato e vicepresidente della società di gestione. La nomina di Stanca non è stata indolore. Un po’ di polemiche hanno salutato il suo arrivo. Stanca, oltre a ricevere un stipendio (eventuale bonus compreso) di circa 480 mila euro, ha conservato la qualifica di parlamentare (e lo stipendio) che in molti sostengono essere incompatibile con la suo nuova carica. Deciderà la Giunte per le elezioni che ha però un arretrato di circa un anno da smaltire.


E’ il trionfo dei conflitti d’interesse, scrive Repubblica, ricordando che il presidente della società di gestione è Diana Bracco, presidente di Assolombarda, che dovrà quindi distribuire alle imprese le commesse per i lavori della manifestazione.


Intanto, “la giunta di centrodestra di Rho, il comune dove ha sede la Fiera, ha già detto sì al cambio di destinazione d’uso di un’area industriale, di proprietà del gruppo Bracco, a cinque minuti di auto dai padiglioni espositivi. Dove c’era un’azienda di profumi saranno costruiti un hotel e un centro commerciale”.


Il capo dei commercianti, Sangalli, esulta.
La macchina è finalmente partita.
Ma rimane l’onda lunga del terremoto.

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