Lo sviluppo gestito nelle attuali priorità del modello e-business

Si moltiplicano le iniziative per divulgare il tema della “gestione dello sviluppo software”, tramite concezioni come il configuration management e il collaborative software development, figli dell’object orientation. Le testimonianze di Merant, Microsoft, Rational e Va Software.

Su queste pagine abbiamo già riportato quanto espresso da Microsoft circa la basilarità del concetto di framework per lo sviluppo software. A mo’ di sunto, valgano le parole del guru di Microsoft, Rafal Lukawiecki, che ha sottolineato quanto il framework non fosse "tanto una metodologia, quanto un set di tool e best practice fra cui scegliere la propria via allo sviluppo di un progetto". È seguendo la metodologia framework, tra l’altro, che Microsoft ha creato tool di sviluppo come Visual Studio, o sistemi operativi come Windows Xp. Il principio cardine a cui far riferimento è la costruzione di un’architettura che possa servire a tutta l’impresa. Bisogna abbandonare la visione "provinciale" dello sviluppo, limitata alla piccola parte, e creare software pensando a tutta l’impresa in cui questo va fatto girare. Per arrivarci, secondo Microsoft, bisogna partire dal process model, strutturandosi su quattro stadi (visione, pianificazione, sviluppo e stabilizzazione) e agendo in modalità quotidiana. "I progetti di sviluppo non devono avere tempi morti. Ogni giorno bisogna sviluppare almeno una riga di codice e fare il debug per il giorno dopo. Esistono appositi sistemi per farlo, come quelli di Rational Software", disse Lukawiecki. Rational Software è una società che spende 160 milioni di dollari in R&D su 810 che ne fattura (dati a marzo 2001), presente in Italia da tre anni, con personale senior addetto al mentoring presso utenti dei settori Tlc, difesa, banche, It vendor e Isv.


La sua soluzione di punta è Rational Suite, da dicembre scorso in versione v2002, che implementa un solido concetto di base: lo sviluppo software è sempre più un progetto ingegneristico e sempre più da coordinare in workgroup, via Web. Rsv2002, tra l’altro, contiene ProjectConsole, uno strumento con cui gli sviluppatori possono collaborare raccogliendo le metriche sui progetti software e generando automaticamente il sito Web del progetto, oltre a un data warehouse per l’analisi dei tempi e delle metodiche del progetto. Gli obiettivi del tool sono il trasferimento di informazioni e il tracciamento dello stato del progetto (come sostiene Microsoft). Rational non produce tool di scheduling per il project management, ma integra Case, business e data modeling con Microsoft Project. Allo stesso modo, non offre linguaggi di programmazione, ma si integra con ambienti esistenti.

Standardizzare il framework


Rational Unified Process (Rup) è il framework per il quale esiste una collaborazione con aziende come Ibm e Sun per trasformarlo in una piattaforma standard di processo (proposta fatta all’Omg). Il Rup è un kit Web di best practice per il software engineering, che offre informazioni per guidare le iniziative di sviluppo dei team. Si aggiunge Rup Exchange, una comunità online per caricare e scaricare i plug in di processo.


Rup e plug in daranno le direttive per sviluppare software destinato a piattaforme di Web services: WebSphere, .Net, Sun One, WebLogic. E con la funzione Rup per Small Process, si introduce il concetto di "fast-prototyping", classico dell’extreme programming (si veda Linea Edp n° 31 del 2001). In più, c’è l’iniziativa Rational Development Accelerators (Rda), tesa alla creazione di architetture eseguibili, concentrandosi, cioè, sull’unica componente stabile dell’ingegneria del software. Rda si basa sui Ras (Reusable Asset Specification), cioè "meta-specifiche" che servono a far riutilizzare i componenti software standard, a seconda delle tecnologie che li richiedono.


Per il software configuration management puro, lo strumento storico è sempre Clearcase, che supporta tutte le versioni di Windows, Unix, Linux, s/390, 25 Ide e che in versione Lt è inserito da Ibm in WebSphere. Non si tratta, quindi, solo di fare gestione del codice, ma anche di change management, gestione documenti, testi, modelli, codice Uml, il tutto al fine di mettere il business dentro lo sviluppo software.


Un’altra società che è orientata sul fronte del configuration management è Merant. Per Claudio Monzini country manager di Merant, "il configuration management diviene percepibile con il concetto di time-to-market delle applicazioni, come può accadere, per esempio, alle compagnie di assicurazione quando devono creare un’offerta di fondi pensione", anche se sviluppare in fretta e bene è importante per tutti i settori ad alta complessità della gestione dell’offerta: Tlc, ingegneria, aeronautica, automotive, farmaceutico.


Per estensione, il configuration management può essere considerato un tool di Business intelligence per le applicazioni che risiedono nel repository, per formalizzare il ciclo di vita del software. In questo senso, gli strumenti di middleware ed Eai di società come Iona e Bea sono complementari a un’offerta di configuration management. Integrate in quella di Merant, Pvcs, ci sono soluzioni come quella acquisita dalla divisione enterprise di Netobject da Ibm, per la gestione dei siti Web, che ha portato a Pvcs Content Manager, un motore di indicizzazione degli oggetti presenti nei siti Internet.

Oggetti a tutto campo


In tema di prodotti, il nuovo Pvcs Dimensions 7.0 incorpora il concetto di gestione degli oggetti di business senza limite d’impresa e di struttura tecnologica (anche su mainframe).


Pvcs consente la costruzione di una soluzione per progetti. Questo modo di operare implica che, in un tempo definito, si raggiunga l’obiettivo fissato dall’utente. Per esemplificare, i consulenti di Merant, insieme a un partner (come Etnoteam, Gfi, Zerouno) eseguono il "popolamento" (tracking) dei progetti dell’azienda utente, cioè catalogano le operazioni esistenti nel sistema informativo, creando un repository che diventa lo storico delle applicazioni su cui basare le soluzioni. E per il futuro si sta creando una forte correlazione fra il Web content management e il modello Asp. Sta per partire in Merant, infatti, l’offerta Asap, con Pvcs che sarà fornito come servizio alle medie imprese.


Il terzo modo di intendere la "corretta gestione dello sviluppo software per il business" è quella di Va Software (nuovo nome di Va Linux), che propone SourceForge, una piattaforma di Csd (Collaborative software development), già usata da 250mila sviluppatori. Ora in versione 3, SourceForge centralizza, creando una connessione diretta, l’attività, la conoscenza e l’esperienza di sviluppatori che lavorano remotamente su uno stesso progetto, dando all’impresa che utilizzerà il loro prodotto, il controllo e la visibilità sullo stato dell’arte. Monitoring, reporting, document management, distribuzione automatica (e la non trascurabile integrazione con Oracle) sono le funzioni della nuova versione della piattaforma, utilizzata anche da società come Hp per sviluppare alcune soluzioni.

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