Lo storage evolve grazie alla Rete ma mancano gli skill

Una panoramica sullo stato di salute del mercato storage, tra San, Nas e software di gestione. Vecchi nomi e nuove tecnologie, come il 10 Gigabit Ethernet che, forse, rivoluzionerà il mercato. E intanto cresce l’allarme sulle professioni.

A detta dei maggiori analisti, il mercato dello storage networking sembra godere di ottima salute, con un effetto trainante su tutto il comparto hardware. La disponibilità di ambienti e infrastrutture Internet ha incrementato la fame di soluzioni in grado di immagazzinare e rendere disponibili "su richiesta" informazioni e dati che quotidianamente transitano sui sistemi informativi aziendali. Le applicazioni gestionali e di data warehousing, le infrastrutture Internet e la crescita di applicativi (anche sul lato cliente) ad alta densità di storage, come l’imaging o lo streaming media, hanno dato un’iniezione di linfa vitale al settore. E il trend sembra non doversi arrestare. Le previsioni di Dataquest indicano ottime prospettive di crescita per il segmento San (Storage area network) anche se, nel corso dei prossimi due anni, si assisterà a un vero e proprio boom di progetti di storage su rete locale Lan (basati su Nas, Network attached storage), soprattutto con l’avvento dei primi prodotti conformi alla nuova specifica 10 Gigabit Ethernet. La crescita di applicazioni aziendali e ambienti attivi 24 ore su 24 sta forzando il mercato allo sviluppo di soluzioni di backup online. Gartner, per esempio, valuta che il mercato mondiale dello storage supererà la soglia dei 65 miliardi di dollari di giro d’affari entro la fine del 2003. Il segmento delle soluzioni Nas dovrebbe quadruplicare nel corso dei prossimi tre anni, passando dall’attuale giro d’affari di 11,4 miliardi di dollari a oltre 40,4 miliardi di dollari nel 2003, e facendo registrare incrementi medi annui dell’ordine dell’80%. Nel corso dello stesso periodo, invece, gli investimenti in soluzioni San dovrebbero passare da poco meno di 4 miliardi di dollari, registrati a fine 2000, a oltre 14 miliardi nel 2003. Buone nuove anche per gli apparati. Secondo le proiezioni di Idc, il giro d’affari dei dispositivi di storage, hub e switch dovrebbe crescere a ritmi comunque interessanti, pari al 49% circa anno su anno, attestandosi a 13,3 miliardi di dollari a fine 2002.

Dove sono le persone?


Uno studio di Dataquest, infine, lancia un allarme: crescono le spese in hardware ma manca personale per la gestione dello storage in azienda. Il costante consolidamento delle infrastrutture di storage e la parallela scarsità di personale tecnico addestrato alimenta la robusta crescita del software per lo storage management. Per la società di ricerca il settore dovrebbe raggiungere i 17 miliardi di dollari di fatturato nel 2005, un volume triplo rispetto ai valori calcolati per l’anno scorso (quando le soluzioni per la gestione centralizzata dei dispositivi di memoria di massa hanno raggiunto un fatturato di 5,3 miliardi di dollari). Gli investimenti in hardware da destinare all’archiviazione in rete crescono più rapidamente della spesa programmata in nuove assunzioni di personale tecnico e, al tempo stesso, sembra sia diventato molto più difficile trovare sistemisti capaci di gestire lo storage in azienda.

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