Lo Smau al punto di non ritorno

Il salone milanese ha chiuso con numeri che riflettono la crisi del mercato. Anche la formula mista, business più consumer, tuttavia, non sembra pagare.

9 ottobre 2003 Si è chiusa un'edizione decisamente sottotono di Smau.
Le giornate da sabato 4 a lunedì 6 ottobre hanno consentito di risollevare le cifre sui visitatori, arrivati, secondo gli organizzatori a 380mila, ma in generale i numeri di quest'anno non sono paragonabili a quelli dei tempi d'oro.
Va apprezzato il tentativo di dividere, meglio che in passato, le aree indirizzate al business da quelle più strettamente ludiche, ma la dicotomia è rimasta e non basta un po' di confusione in meno per chiarire una strategia che, ancora una volta, non ha pagato.
Per tacere della presenza di espositori come pellettieri, compagnie aeree o produttori di attrezzi ginnici, che poco hanno a che fare con l'Ict. Tuttavia, non ce la sentiamo di sparare alla cieca su una manifestazione che comunque riflette il polso attuale del mercato. Lo Smau deve certamente rivedere la propria impostazione per tornare forte e contribuire, insieme a tutti gli altri operatori, alla ripresa del comparto.

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