L’iPad, l’eBook e la logica dell’accontentarsi

Il nuovo dispositivo di Apple sembra in grado di cambiare le regole del mercato degli eBook, anche se gli eReader hanno ancora una marcia in più: l’eInk.

Inevitabile, in queste ore che precedono l'arrivo dei primi iPad nelle mani di chi li ha prenotati per tempo, tornare con qualche riflessione sul nuovo dispositivo di Apple.

O meglio, sui riflessi che iPad potrebbe avere sul mercato.

Di certo Apple sta giocando bene le sue carte, per quanto riguarda il marketing: creare l'attesa, creare il bisogno, creare il desiderio.
E non è certo un caso che il telegiornale della prima rete nazionale, ieri sera nell'edizione delle 20.00 abbia dedicato al nuovo oggetto del desiderio un servizio con l'enfasi che di solito viene destinata alle anteprime cinematografiche.

Ieri, negli Stati Uniti, hanno cominciato ad aprir bocca giornalisti e influencer che lo hanno già provato in anteprima. Commenti tutto sommato positivi, anche da Wall Street Journal, con quel neo che però scatena in noi una domanda.

Lo schermo dell'iPad, ottimo per la maggior parte delle applicazioni e degli utilizzi, mostra qualche limite quando si parla di lettura di ebook in piena luce.
Tradotto in altri termini: quando si parla di ebook l'e-ink (inchiostro elettronico) degli e-reader (da Kindle in poi) è ancora la scelta tecnologica migliore.

Ma allora perché si vuol per forza fare dell'iPad il killer di un mercato ancora in embrione?
Sempre ieri abbiamo riferito delle nuove policy che gli editori sembrano aver imposto ad Amazon, ottenendo libera facoltà di applicare i prezzi che ritengono adeguati agli ebook dei loro cataloghi.
Questo significa rottura della soglia del 9.99 dollari, riletta naturalmente verso l'alto, con rincari nell'ordine del 50% quando si sale ai 14.99 dollari previsti nella fascia alta dello Store di Apple.
Una mossa che difficilmente può esser letta a vantaggio dell'utente finale e che rischia di inceppare un meccanismo che si è messo in moto da poco.

E che soprattutto rischia di ingenerare nell'utente l'idea che tutto sommato ci si possa accontentare, anche nel libro elettronico, di una qualità meno adeguata, pur di non perdere il feature-galore che il nuovo gadget porta con sè.

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