L’Icann al lavoro per la gestione dei domini Internet

All’incirca un anno fa, quando si è cominciato a parlare della necessità di rinnovare le procedure di assegnazione dei domini di primo livello su Internet, molti hanno sperato in una rivoluzione, che alla fine non c’è stata. Dopo v …

All'incirca un anno fa, quando si è cominciato a parlare della necessità
di
rinnovare le procedure di assegnazione dei domini di primo livello su
Internet, molti hanno sperato in una rivoluzione, che alla fine non c'è
stata. Dopo vari tentativi, le forze principali della Rete si sono
accordate su una proposta (guarda caso americana) che ha decretato, di
fatto, lo spostamento della responsabilità di assegnare i Dns (Domain Name
System) a un nuovo ente no-profit, l'Icann (Internet Corporation for
Assigned Names and Numbers). La nascita dell'Icann segue un periodo durante
il quale (dal 1993) la gestione dei domini era stata affidata dal Governo
americano all'azienda privata Network Solutions Inc. (Nsi). Oggi, almeno
ufficialmente, Nsi ha perso questa la prerogativa di gestore esclusivo e,
nell'ottica di continuare a svolgere tale funzione, deve dimostrare di
farlo in regime di concorrenza e comunque sotto la responsabilità di un
ente sopra le parti, l'Icann appunto.
Il nuovo ente ha aperto i battenti a fine aprile ed entro breve dovrebbe
portare a termine un programma di registrazione pilota, al quale hanno già
aderito una decina di aziende (tra cui America On Line in veste di
"gestore") in attesa di ottenere il proprio dominio in Rete. Le ultime
indiscrezioni, tuttavia, parlano di ritardi che privilegiano ancora una
volta Network Solutions, nonostante register.com (uno dei concorrenti di
Nsi) abbia iniziato in questi giorni a "registrare" domini .com, .net e
.org offrendo ai sottoscrittori varie opzioni di personalizzazione e
aggiornamento del dominio stesso.
Gli impegni dell'Icann, intanto, vedono come priorità la formazione e
l'avviamento di diverse strutture, partendo dai gruppi di lavoro Dnso
(Domain Names Supporting Organization) e Pso (Protocol Supporting
Organization) appena creati. A questi dovrebbe seguirne un terzo entro
agosto, l'Aso (Address Support Organization), per formare un team di lavoro
che dovrà coordinare le procedure di assegnazione e controllo degli
indirizzi Internet. Basti pensare che attualmente i domini sono circa 5
milioni nel mondo e che il cybersquatting (l'abitudine di registrare in
anticipo i domini per poi rivenderli a prezzi astronomici alle società che
ne hanno bisogno) è ormai una pratica fin troppo diffusa.
Il rischio, dunque, è che la nuova entità di controllo precipiti nella
confusione e quindi nell'inefficienza. Proprio per evitare questa
confusione e per limitare quanto possibile i fenomeni di sciacallaggio sui
domini, l'Ompi (Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale) ha
proposto recentemente una serie di regole volte ad aumentare la sicurezza
degli utenti e un coordinamento fra marchi registrati e domini. Non si
hanno al momento notizie, invece, della vera rivoluzione, che era stata
proposta alla fine del 1998 dall'Interim Policy Oversight Committee per
semplificare la navigazione sulla rete dando vita a sette nuove desinenze
del tipo ".com" per i domini.

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