L’export continua a guidare la ripresa dell’elettronica italiana

Nel primo semestre 2011, sottolinea Confindustria Anie, la crescita è stata del 5%. Langue ancora il mercato interno

Il presidente di Confindustria Anie, Guidalberto Guidi, ha recentemente fatto il punto sull'andamento dei mercati elettrotecnico ed elettronico al giro di boa di mezza estate, dopo un anno di netta ripresa seguito al biennio di passione 2008-2009. Nel 2010 il volume d'affari aggregato dell'industria elettrotecnica ed elettronica italiana è tornato infatti a crescere in modo deciso: un +4,9%, con le due macroaree che hanno mostrato andamenti sostanzialmente allineati. L'elettronica ha registrato la variazione positiva più sostenuta del fatturato aggregato (+5,9% nel 2010 a fronte di una corrispondente flessione del 18,3% nel 2009), mentre l'elettrotecnica - area che negli ultimi anni aveva sostenuto maggiormente la crescita settoriale - è ritornata anch'essa in territorio positivo, ma forse con un po' meno entusiasmo:+4,3% è stata la variazione del fatturato aggregato nel 2010 (-13,6% la corrispondente variazione nel 2009), per un valore complessivo pari a oltre 36 miliardi di euro.

Crisi non ancora del tutto superata
Si tratta di dati confortanti, certo, ma attenzione: le perdite subite durante la crisi non sono state ancora recuperate in modo pieno. La ripresa, nel 2010, che ha mostrato un contributo significativo per il settore dell'export settoriale (+10,5%), non si è dimostrata ancora all'altezza per quello che riguarda il contributo del canale domestico (+4,4%) . Come ha dichiarato infatti il presidente di Anie: “I principali fattori che hanno frenato la crescita dei settori Anie nel 2010 si identificano nella costante debolezza del mercato interno, penalizzato dalla carenza di investimenti infrastrutturali e nelle tensioni non risolte sul fronte internazionale, fra cui si annovera la crescente instabilità nel mercato delle materie prime”.
 
Un primo semestre meno brillante
A lungo nel corso dell'incontro si è discusso sulle reali cause di questa frenata, ma soprattutto sulla situazione nei primi mesi di questo 2011 che - sebbene non brillante come l'anno precedente - ha mantenuto comunque una tendenza al recupero, con una crescita del volume d'affari aggregato del 5% a valori correnti. Dopo un momento di particolare vivacità settoriale evidenziata a inizio anno, nel secondo trimestre 2011 sono emersi tuttavia alcuni segnali di rallentamento. Le crisi nordafricane, il terremoto in Giappone, i sussulti dei mercati finanziari hanno contribuito a raffreddare gli entusiasmi. Nuovamente, all'inizio 2011, è stata l'elettronica a mostrare un andamento più dinamico, beneficiando dell'onda lunga della ricostituzione delle scorte nei settori clienti a valle, ma è l'elettrotecnica che è tornata come di tradizione a guidare lo sviluppo del settore: lo dimostra il +6% nella variazione del fatturato totale nel primo semestre 2011 rispetto al corrispondente periodo del 2010.

Aspettative incerte per il futuro
Così come per il 2010, anche nella prima parte del 2011 è stato prevalentemente l'export a sostenere il cammino di uscita dalla crisi delle imprese Anie. Si tratta sempre di un un tasso di crescita più contenuto rispetto a quello dell'anno scorso (+7% di aumento su base annua), ma pur sempre positivo. Insomma, tutti i presenti all'incontro si sono mostrati d'accordo su un punto: nel 2010 e nei primi mesi del 2011 la costante debolezza del mercato interno ha continuato ad agire da ostacolo allo sviluppo dei settori Anie in fase di uscita dalla crisi. “Le attese per la seconda parte del 2011 restano incerte - ha concluso Guidalberto Guidi - condizionate a un'effettiva accelerazione degli investimenti nel territorio nazionale e a una tenuta della ripresa nei mercati esteri più dinamici. Le tensioni che sono emerse a livello nazionale e internazionale nel periodo più recente accrescono i timori delle imprese per un rallentamento del ritmo di recupero in chiusura d'anno ”.

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