Le possibilità dei Nas sono infinite

Anche grazie al processo di convergenza in atto fra Network attached storage e San, optare per i Nas significa affrontare problematiche di memorizzazione e networking, con tutte le complessità che ne conseguono. Perciò abbiamo testato quattro offerte Nas, con l’ottica del problem solving.

It Labs ritorna sull’argomento del Network attached storage, andando a visionare alcuni prodotti dedicati allo storage aziendale, allo scopo di offrire una panoramica sull’offerta del settore.


Al momento di scegliere un apparato di questo tipo, esistono diversi aspetti da tenere in considerazione. Alcuni sono quelli tipici nella scelta dei sistemi di networking, dato che i Nas sono, di fatto, dispositivi di rete. Altri aspetti sono quelli legati alle funzioni di memorizzazione dei dati, sottolineando che il fatto di avere già optato per una soluzione Nas indica un ben definito approccio alle esigenze di storage, nella misura in cui si intendono privilegiare gli elementi distintivi di questi dispositivi aziendali.


Ci riferiamo, in particolare, alla semplicità di implementazione e di gestione, alla possibilità di condivisione dei file, all’interoperabilità fra i sistemi e al risparmio nei costi (nel caso in cui gli elementi fondamentali fossero altri, per esempio le prestazioni al top in termini di trasferimento dati o particolari esigenze quali disaster recovery o backup da remoto, probabilmente la scelta Nas non sarebbe quella ottimale). Tutti questi elementi, dunque, vanno tenuti in debita considerazione ai fini di una scelta, al pari di quelli puramente tecnologici. Trattandosi, infine, di dispositivi che sovrintendono ai dati, i quali rappresentano un valore consistente per l’azienda, vanno valutate le caratteristiche di fault tolerance che i prodotti offrono oltre a non sottovalutare l’evoluzione tecnologica associata agli aspetti sopra descritti.


Ai fini di una valutazione di massima sugli strumenti in questione, non sono da trascurare alcuni elementi che entrano in gioco nel momento in cui ci si avvicina ai singoli prodotti. È fondamentale, per esempio, capire che le macchine siano state concepite secondo i canoni dell’high availability. In particolare, ci riferiamo qui alla ridondanza di sottosistemi operativi come le ventole e i gruppi di alimentazione, oltre che di tutto quanto possa contribuire ad assicurare la continuità del servizio. Ad esempio, la presenza di un’unica Cpu potrebbe rappresentare un single point of failure del sistema. Fondamentale, inoltre, è la garanzia dei dati memorizzati, assicurata dall’implementazione di Raid a diversi livelli.

Occhio alle prestazioni


Non sono da sottovalutare, poi, le prestazioni di trasferimento dati, influenzate sia dalla dotazione hardware dei prodotti ma anche dalla parte software.


I Nas che utilizzano un sistema operativo dedicato alle funzioni del dispositivo stesso, generalmente offrono maggiori garanzie di ottimizzazione delle prestazioni, ma è importante verificare l’interoperabilità dei diversi sistemi. A questo proposito, va notato come l’interconessione fra i dischi sia generalmente di tipo Scsi, ma una possibile evoluzione della tecnologia potrebbe portare verso la massiccia adesione allo standard Infiniband.


I sistemi Nas devono essere flessibili, per consentirne l’implementazione in differenti topologie e protocolli di rete, oltre a garantire il massimo della scalabilità al sistema. Questo dato non va trascurato, soprattutto nell’ottica dell’espansione della propria architettura It, e deve essere garantito, sia a livello di sottosistema dischi, sia mediante l’adozione di tecniche hardware (cluster) oppure software (virtualizzazione di più Nas in un unico filesystem). Non va tralasciato, inoltre, in fase di analisi collettiva delle caratteristiche tecniche, il fattore legato alla compatibilità offerta dai prodotti per operare in differenti ambienti. Generalmente, da questi sistemi vengono supportati sia Windows, sia Unix, ed è infrequente, allo stato attuale delle cose, il supporto di Linux, visto che difficilmente qualcuno pensa di utilizzarlo per funzioni aziendali critiche come il backup o il recovery. Sempre nell’ambito del tema legato alla compatibilità, rientra quello sui protocolli di rete. Fra quelli tecnologicamente più nuovi che, in qualche modo, riguardano i Nas figurano Ndmp (che velocizza le procedure di backup) e Dafs, ancora in fase di sviluppo, adatto per sfruttare le caratteristiche delle tecnologie di connessione Virtual interface (Vi) e Infiniband. Il supporto contemporaneo Cfs e Nfs è assicurato su tutti i prodotti per garantire la compatibilità sia Unix, sia Windows.


Scegliere un Nas, quindi, implica una decisione orientata alla semplicità d’uso e di gestione, caratteristiche, queste, che devono essere adeguatamente valorizzate da software specifici, sia nel caso di prodotti di backup snapshot sia nel caso di tool specifici per la virtualizzazione dello storage. La presenza di un numero elevato di modelli di configurazione, semplifica e accelera l’implementazione.


L’ultimo aspetto di rilievo riguarda la certificazione dei sistemi. Alcuni apparati Nas sono certificati per l’interazione con dispositivi di alcuni produttori, non solo per le applicazioni. Soprattutto nell’ambito del backup (per esempio se si pensa a un backup tra Nas e nastro oppure su dispositivo ottico) questo aspetto può essere importante in relazione ad apparati già disponibili in azienda.

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