Il lavoro nel 2019, fra intelligenza artificiale e valorizzazione delle risorse

Le aziende italiane guardano al 2019 con esitazione e puntano sulla formazione delle risorse esistenti più che su nuove assunzioni. I motivi sono l’incertezza economica e legislativa sulle politiche del lavoro e le stabilizzazioni già effettuate negli anni precedenti. Ora la necessità è sfruttare al meglio le potenzialità insite in ogni dipendente, lavorando sui soft skill e la capacità di lavorare in team.

Questo è il quadro quanto emerge dall’indagine condotta a dicembre 2018 su un campione di 190 aziende dalla piattaforma di reclutamento online InfoJobs insieme ad Hara Risorse Umane per delineare quali saranno i trend più rilevanti in tema di lavoro nel corso del 2019.

Assunzioni ponderate

Secondo l’indagine, le aziende sono pronte anche quest’anno ad assumere nuove risorse ma in modo più cauto rispetto agli anni passati. Solamente il 19,3% ha in piano di inserire molte nuove figure (rispetto sl 42,8% nel 2018), mentre il 50,2% prevede un numero limitato di assunzioni, a causa degli inserimenti avvenuti negli anni precedenti (57% dei rispondenti) oppure dell’attuale incertezza economico-politica (43%).

Il 25% delle aziende ha dichiarato di non voler assumere nuove risorse nel corso dell’anno. Il 5,5% prevede una riduzione del personale a causa del perdurare della crisi del proprio settore.

Quindi su punta molto, se non tutto, sulle risorse umane già a ruolo.

Formare le risorse esistenti

Per il 74,5% delle aziende il trend più marcato che emergerà quest’anno è l’importanza di una formazione sempre più esperienziale che consenta a tutti di lavorare sui soft skill detti anche competenze trasversali tra cui rientrano la flessibilità e la capacità di innovazione.

Dall’indagine di InfoJobs si evidenzia la necessità per le aziende di lavorare sul cosiddettp employer branding (22,2%) sia per attrarre i migliori talenti sia per trattenere quelli già assunti e di sfruttare l’intelligenza artificiale per il processo di ricerca e selezione ma anche di sviluppo delle carriere (21,6%).

Come spiega Antonio Messina, Presidente di Hara Risorse Umane, «investire su una formazione esperienziale e migliorare il saper essere e il saper far fare delle persone interne può generare un vantaggio competitivo dichiara. Avere persone aperte al cambiamento, collaborative e che sappiano remare insieme verso un obiettivo comune diventa primario per ottimizzare sinergie, talenti e costi».

I cinque trend del 2019 secondo InfoJobs

Puntare su una formazione sempre più esperienziale per lavorare sulle competenze trasversali e sul team e per migliorare anche il conseguimento dei risultati (74,5%).
La flessibilità, la capacità di innovazione e la capacità di lavorare in team diventano fondamentali per la crescita del business. La valorizzazione dei propri talenti è una leva insita in ogni azienda e facilmente sfruttabile.

Employer branding, interna ed esterna, che miri ad attrarre candidati e clienti, ma anche all’engagement dei dipendenti (22,2%). In mercati altamente competitivi, è importante per le aziende costruire una reputazione solida, valorizzare l’attenzione al dipendente in ottica di attrazione e mantenimento dei talenti.

Sapere utilizzare l’intelligenza artificiale per sfruttarne tutte le potenzialità oggi presenti sul mercato, sia in fase di selezione che di sviluppo del personale (21,6%). Oggi anche la professione delle Risorse Umane ha a disposizione strumenti di AI per poter valutare i candidati in modo più rapido e senza preconcetti. Sfruttarli potrebbe velocizzare i processi e rendere i piani di carriera quanto più personalizzati sul dipendente, grazie a software in grado di programmare l’avanzamento di ruolo.

Sviluppare programmi di wellness, welfare e retention in azienda che tendano al concetto di Total Reward per le diverse tipologie e generazioni di personale, dai babyboomers ai millenials (20,3%). Ogni generazione ha delle esigenze diverse ed bisogna tenerne conto. Per le aziende è importante riuscire a offrire dei servizi che completino l’offerta salariale, una leva non sempre sufficiente (o attuabile) per trattenere i propri talenti, e che presentino versatilità di utilizzo in base alle richieste del dipendente.

L’inserimento di una nuova figura HR che sia facilitatore all’interno dei team di lavoro aziendali e che risponda all’esigenza di sviluppare la collaborazione e migliorare la produttività (11,4%)
Così come le competenze trasversali, il lavoro dei team diventa indispensabile per la produttività. Le Risorse Umane in questo contesto possono facilitare le relazioni interpersonali per garantire un clima di lavoro disteso e collaborativo.

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