
Business intelligence
La social business discovery è fattibile
22 Novembre 2011
Con la Social business discovery, in sostanza, gruppi di lavoro e team possono collaborare esplorando collettivamente i dati in tempo reale e creare analisi insieme per arrivare a decisioni credibili.
Ne analizziamo con Henrik Been, Vice President Product Strategy di QlikTech gli elementi fondanti.
D: In parole semplici, cos'è e per chi è la Social business discovery?
B: Secondo noi l'esperienza di tipo sociale e collaborativo è un aspetto fondamentale. Sfruttando concetti provenienti dalla dimensione consumer, la Social business discovery consente agli utenti aziendali di collaborare alla scoperta di informazioni e generare analisi moltiplicative.
Gli utenti cooperano nella creazione di applicazioni analitiche e possono definire e rispondere ai loro stessi quesiti in team e gruppi.
Possono comunicare reciprocamente in tempo reale e in modalità asincrona per esplorare collaborativamente i dati, costituire percorsi di scoperta e analisi e giungere alle decisioni finali.
Gli utenti esplorano le applicazioni di Business discovery attraverso una lente di natura sociale'alla scoperta delle informazioni e dei dettagli di maggiore rilevanza per loro.
La Social business discovery permette scoperte inattese a vantaggio di decisioni migliori che consentono alle imprese di ottimizzare i loro processi decisionali.
Si rivolge a tutti i decision maker di un'azienda a tutti i livelli. L'approccio da noi proposto fa sì che gruppi di lavoro e team possano collaborare nell'assumere decisioni innovative più che mai in modo rapido, esplorando collettivamente i dati, sempre, ovunque e su qualsiasi dispositivo.
Un'altra importante novità è la possibilità di registrare le conversazioni, elemento di responsabilità che lascia uno storico dell'iter decisionale.
Con QlikView, responsabili It e analisti dispongono degli strumenti ideali per prendere decisioni più che mai adeguate al servizio dell'impresa come mai prima d'ora, grazie a funzioni di gestione unificata, capacità di fornire più rapidamente dati rilevanti, mirati e segmentati e analisi self-service in tempo reale.
D: Come influisce sull'insieme della Business intelligence? Ossia, sposta gli obiettivi esistenti o ne crea di nuovi?
B: Da tempo il software per la Bi viene propagandato come strumento ideale per favorire processi decisionali mirati e analisi pertinenti. Questi ultimi però non sono solo il risultato dei dati e di ciò che un utente vede e pensa. Sono anche il risultato della combinazione di vari punti di vista, delle conclusioni e dei compromessi ai quali giungono gli utenti, formalmente e informalmente.
Inoltre la Bi tradizionale non contempla due realtà importanti: le decisioni sono eventi di natura sociale e i consumatori adeguatamente informati tendono sempre di più a introdurre temi e sensibilità di natura sociale nella dimensione lavorativa. Quando parliamo di social Bi non ci limitiamo a considerare semplici riformulazioni di funzionalità già esistenti come l'emailing di bookmark, il download all'interno di fogli elettronici o l'accesso di contenuti Bi tramite un portale.
La Social business discovery va oltre le opzioni tecnologiche che l'utente può abbinare manualmente; significa infatti mettere a sua disposizione scelte e strumenti adatti al suo particolare modo di lavorare e di scoprire.
D: Monitorando continuamente il rumore di fondo del mondo social un'azienda non corre il rischio di correre dietro anche alle ombre?
B: Non se è in grado di fare i giusti investimenti. La tecnologia consumer sta radicalmente trasformando il modo in cui viviamo. Barre dei motori di ricerca, aggiornamenti di stato e app hanno trasformato il modo in cui centinaia di milioni di persone consultano e condividono le informazioni. Google ha permesso a un miliardo di persone di porre qualsiasi domanda e ottenere risposte senza alcun aiuto. Zuckerberg, con i suoi 800 milioni di iscritti a Facebook, ha inventato un modo per restare sempre connessi e condividere informazioni. Le app hanno cambiato per sempre il nostro modo di intendere le applicazioni. Queste non sono più programmi ingombranti, bensì software leggeri e sviluppati su misura, disponibili a centinaia di migliaia. E non stiamo parlando solo di software nativo per i dispositivi Apple iOs. Un'app, molto semplicemente, può essere un'applicazione Web.
L'elemento fondamentale è che tutto questo diventa accessibile sempre, ovunque e secondo la modalità che preferiamo.
Le previsioni parlano di 27 milioni di iPad in uso entro il 2011, il 46% dei quali utilizzati in ambito lavorativo.
Anche l'industria della musica ha subito una trasformazione radicale in seguito all'affermarsi della figura del consumatore empowered. Lo stesso è avvenuto nel mercato dell'editoria. Anche il settore del software si sta trasformando, incluse le piattaforme Bi, il cui futuro appare all'insegna di un approccio completamente self-service. Gli utenti aziendali possono infatti porre domande e avere risposte in maniera del tutto indipendente, individualmente, in team e in gruppi. Esattamente quello su cui noi ci concentriamo con la Business Discovery e con QlikView.
D: Nelle aziende di oggi quali sono le figure aziendali deputate a gestire questi strumenti? Ne emergeranno di nuove in futuro?
B: Nella nostra esperienza diretta con i clienti vediamo che gli strumenti della Business Discovery sono di competenza delle funzioni business, in contrapposizione a quelle It. Naturalmente queste ultime si occupano della gestione di aspetti quali la data governance, la sicurezza, la scalabilità e l'affidabilità; tuttavia la creazione e la gestione collaborativa delle applicazioni analitiche risulta di pertinenza di utenti esperti, smanettatori di dati e netizen user.
Anziché la nascita di nuovi ruoli emergenti a supporto della gestione della Social business discovery, riteniamo più probabile che questa tecnologia diventi presto il modo in cui le persone semplicemente fanno la Bi.
D: QlikView11 in cosa differisce dal suo predecessore?
B: QlikView 11 apporta nuovi livelli di capacità e di gestibilità alla piattaforma QlikView Business Discovery. In quest'ultima release abbiamo focalizzato i nostri investimenti in cinque ambiti ben precisi: migliorare i processi decisionali collaborativi con la Business discovery di tipo social; avere maggiore visibilità su opportunità, rischi e relative performance aziendali grazie all' analisi comparativa; estendere l'uso di QlikView ad altri dispositivi, fra cui anche gli smartphone, attraverso la Business Discovery mobile; consentire a un ventaglio ancora più ampio di utenti di sviluppare collaborativamente nuove app grazie alle capacità di sviluppo rapido delle app presenti nella piattaforma QlikView; migliorare la capacità di gestione e le performance di QlikView grazie a nuove funzionalità di piattaforma enterprise.
QlikView 11 mette in primo piano il concetto di esperienza sociale e collaborativa, con sessioni collaborative che favoriscono la cooperazione tra i decision maker, annotazioni che generano le discussioni e in ultima battuta diventano parte integrante dell'iter decisionale seguito, analisi comparativa per risultati più mirati e pertinenti.
D: C'è un limite di buonsenso all'utilizzo degli analytics in azienda o finirà che tutti ne saremo partecipi, con tutto ciò che ne consegue?
B: Secondo Gartner meno del 30% dei potenziali utenti BI aziendali ricorre attualmente a questa tecnologia. Questo perché spesso gli strumenti disponibili risultano complessi, lenti a rispondere e in grado di fornire contenuti poco pertinenti. Un problema al quale rispondiamo con la piattaforma QlikView Business Discovery capace di mettere a disposizione una Bi self-service. Secondo la nostra visione, la Business Discovery può portare vantaggi ai decision maker a qualsiasi livello aziendale.
D: Dopo l'ondata social e quella mobile, l'industria dell'intelligence a cosa si sta preparando?
B: Nonostante il grande battage e l'attenzione nei confronti di aspetti quali il social e il mobile, il grado di adozione della Bi social e della Bi mobile è in realtà ancora molto limitato. Sempre Gartner prevede che con il rapido sviluppo di funzionalità palmari e l'adozione massiccia a livello business, entro il 2014 il 33% degli strumenti di business intelligence verrà erogato su dispositivi mobili.
Ed entro il 2013 il 15% delle implementazioni Bi combinerà nei contesti decisionali gli elementi della Bi, della collaborazione e del software social.
Trend che si confermeranno importanti anche nei prossimi anni.
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