La sicurezza non è solo velocità di reazione

Uno studio di TruSecure sottolinea come le aziende non riescano a fronteggiare attacchi di tipo mass-mailer, con evidenti e pesanti perdite in termini di produttività.

22 marzo 2004 Sono dati decisamente poco incoraggianti quelli che
risultano dallo studio “Computer Virus Prevalence
commissionato da Network Associates e Microsoft agli Icsa Lab di
TruSecure.

Secondo l'indagine, lo scorso anno un terzo delle aziende interpellate è stata oggetto di quello che viene definito “disaster”, vale a dire almeno 25 computer infettati dallo stesso virus nello stesso attacco. E questo dato, se rapportato poi alla recrudescenza degli attacchi di tipo mass mailer all'inizio di quest'anno, evidenzia come le aziende non stiano facendo dei grandi passi avanti nella protezione delle loro reti e dei loro sistemi.
L'indagine ha preso a campione 300 aziende in tutto il mondo, scoprendo che lo scorso anno il 92% di esse è stato colpito da virus, una percentuale in netta crescita rispetto all'80% registrato l'anno precedente, per altro con tassi di infezione vicini alla volta al mese.
Il problema non è la presenza dell'antivirus, di
cui oggi quasi tutte le aziende sono dotate, ma dei tempi di
reattività

necessari dal momento in cui il virus si manifesta al momento in cui la protezione viene resa disponibile fino a quando viene installata sulle macchine da proteggere.
La reattività, sostiene lo studio, non è sufficiente: le aziende devono imparare ad avere un atteggiamento proattivo, adottando policy differenti.
Per altro, la sicurezza è un tema vitale, considerato che
tre quarti dei rispondenti ha lamentato perdite di produttività con
indisponibilità dei server medie di 17 ore.

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