La sicurezza è un bersaglio in movimento

Nulla è più privato dei dati sul cellulare. Kaspersky KMS 9 li cancella in remoto e vi aiuta anche a ritrovare il dispositivo. A colloquio con Sergey Nevstruev.

Barcellona, dal nostro inviato“Non vogliamo allarmare inutilmente le persone, ma solo proteggerle”.  
L’affermazione di apertura dell’intervista con Sergey Nevstruev, Capo del Reparto Mobile Solutions di Kaspersky lab, effettivamente è rassicurante.

A Barcellona l’azienda russa ha presentato KMS 9, il suo più recente software di protezione degli smartphones e degli utenti contro ogni tipo di minaccia informatica mobile. Certamente contro malware, web attack e il recente fenomeno dello spam via sms, ma anche un software per la salvaguardia dei dati presenti su smartphone o dispositivi mobili: in caso di smarrimento del dispositivo offre un’efficace protezione della privacy permettendo agli utenti di nascondere ogni contatto che si voglia mantenere confidenziale. Tra le tante funzioni, è possibile bloccare l’accesso ai dati o cancellarli tramite SMS, oppure ricevere via e-mail la posizione Gps del dispositivo.
Il problema della sicurezza dei dati non è statico, né facilmente definibile. “Cosa vuol dire sicuro?”, sorride Sergey. Nel mondo il mercato è ampio e la concorrenza è forte, ma prevalentemente per motivi marketing, non tecnici.
Parlando di innovazione nell’approccio alla sicurezza, “siamo stati i primi ad introdurre il concetto di anti-theft”, dice Nevstruev, per indicare che poi sono stati seguiti da altri editori di software. “Ora passiamo alla privacy protection, dove ci attendiamo di essere seguiti dalla concorrenza”, ammicca il responsabile dell’area mobile.
Il mercato della sicurezza è ampio e spesso vergine: è possibile fare il nome di qualche azienda che compete attivamente con Kaspersky? “F-Secure sta andando bene”, esemplifica Nevstruev; “ha un’ottima forza vendita e lavorano a stretto contatto con carrier ed Isp”.
Poi completa il suo pensiero: “anche noi guardiamo con attenzione in casa d’altri e in almeno un caso abbiamo trovato un’idea buona”, sorride, “però non nella tecnica, bensì nel marketing”.

Attacco al mobile payment
Rispetto al settore consumer, i dati del cellulare aziendale sono di più semplice protezione. “Le procedure sono più standard”, conferma Nevstruev, “e in genere si conoscono anche i percorsi”.
Però il settore mobile è in enorme crescita come infrastruttura sostitutiva anche di servizi bancari e attrae moltissimo i malfattori. Più si apre il pagamento su cellulare, maggiore sarà la frequenza di attacchi diretti al denaro elettronico.
Più complesso e meno pericoloso è operare a livello delle mobile apps: “Nonostante le tante precauzioni prese in fase di pubblicazione delle apps, in alcuni casi è stato perpetrato il furto dei dati; ma è umano, di tanto in tanto si sbaglia anche nel processo di revisione”.
D’altronde anche nel mobile la sicurezza dipende dall’uso che si fa delle risorse: “Symbian è sicuro perché mette a disposizione le firme digitali, ma non tutti le adottano”.
E gli altri sistemi operativi spesso neanche le prevedono.

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