La ristrutturazione di Red Hat

La società, che ha abbandonato il proprio network consulting group e si è focalizzata sulla vendita di prodotti a società di grandi dimensioni, ha già siglato una serie di nuovi importanti contratti.

Calcolando i costi di ristrutturazione e un paio
di altre voci, Red Hat ha chiuso il quarto trimestre dell’anno fiscale 2002 con
perdite nette per 28,9 milioni di dollari, o sette centesimi per azione. Nel
quarter terminato lo scorso 28 febbraio, il fatturato riportato dalla società è
stato di 18,6 milioni di dollari, il 7% in meno rispetto ai 20,1 milioni
riportati nell’ultimo trimestre dell’anno fiscale 2001. Nel Q4 le entrate nette
sono state pari a un milione di dollari, o un centesimo per azione. Un
risultato, quest’ultimo, che ha soddisfatto le aspettative degli analisti di
First Call, ma nettamente inferiore rispetto a quegli 1,9
milioni riportati nel medesimo periodo dell’esercizio precedente.

A conferma
della propria focalizzazione su ‘large corporate customer’ la società, che
proprio in questi giorni ha abbandonato il proprio gruppo di
consulenza per le reti (acquistato a febbraio 2001 da Planning Technology per 47 milioni di dollari), ha siglato una serie di nuovi importanti contratti. Tra i nuovi clienti, Morgan
Stanley, Aol Time Warner, Ubs Warburg, Credit Suisse First Boston, Cisco
Systems, Amazon.com, Dell Computer, Ge Medical, Lawrence Livermore National
Laboratory, Nortel Networks, British Petroleum, Deutsche Bank, Deutsche Post,
Ntt, DreamWorks e Siemens. Red Hat ha, inoltre, annunciato che, entro il
prossimo aprile, comincerà la distribuzione della versione di fascia alta del
proprio prodotto Advanced Server. Al centro della rivoluzione, neanche a dirlo,
Linux. La ristrutturazione in atto all’interno della società, che ora conta su
circa 620-635 dipendenti, farà sì che una parte di questi vengano trasferiti in
quelli che ora sono i core business di Red Hat, il cui quartier generale si
sposterà, per motivi di costo, da Durham a Raleigh, sempre nel North Carolina.

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