La ripresa tarda per Hitachi

Il colosso nipponico ha chiuso in utile i primi sei mesi dell’esercizio fiscale in corso, rispetto alle ingenti perdite riportate un anno fa, ma ha ribassato del 40% le previsioni di profitto per il 2003.

31 ottobre 2002. Il primo semestre dell'esercizio fiscale in corso segna il ritorno all'utile per Hitachi, che ribalta così le perdite registrate nel
medesimo periodo dell'esercizio precedente. Nella semestrale conclusasi lo
scorso 30 settembre, le entrate nette riportate dal vendor giapponese sono state
pari a 12,9 miliardi di yen (105 milioni di dollari), o 3,85 yen per azione,
rispetto ai 111 miliardi di perdite, o 33,12 yen per azione, di un anno fa. Le
vendite, diminuite dello 0,5%, si sono attestate a quota 3.920 miliardi di yen,
rispetto ai 3.820 attesi dagli analisti di mercato. Gli stessi che avevano,
però, stimato entrate nette per 2,5 miliardi di yen.


A quanto pare, la riduzione di 20mila posti di lavoro tagliati negli ultimi
15 mesi, e la cessione di alcune operation considerate non più 'core', non sono
bastate. Tanto che, per l'intero anno fiscale, che terminerà il prossimo 31
marzo, Hitachi ha pensatemente ribassato le proprie stime, portando a 36
miliardi di yen gli utili netti previsti, contro i 60 miliardi annunciati lo
scorso mese di aprile. Tra le cause addotte, la mancata ripresa economica negli
Stati Uniti e il perdurare della crisi economica in Giappone. A metà strada il
giudizio degli analisti di mercato che, per l'esercizio in corso, parlano di
entrate nette per 43,5 miliardi di yen. Mercato dei chip
permettendo.

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