La fabbrica di energia della PA 2.0

Il paradigma sociale applicato alla pubblica amministrazione farà esplodere la partecipazione. Il detonatore? I dati. A colloquio con Gianni Dominici.

Liberare il dato della PA dall'ambiente che lo raccoglie e dalle applicazioni che lo impiegano per renderlo disponibile ad aggregazioni ed elaborazioni porterà ad un'informazione sorprendente.
E' questa la vera sfida del 2.0 pubblico, una democrazia che accetti di essere ridefinita in modo imprevedibile nelle sue pressioni alla staticità pubblica.

Tutto parte da chi scardina la logica top-down della classica amministrazione centrale e locale e prova ad innovare. Negli ultimi anni questa spinta è venuta principalmente dall'ambito locale.
“L'innovatore è un disubbidiente e un isolato”, estremizza Gianni Dominici, vicedirettore del Forum PA e sociologo dell'innovazione. “E' uno che non rispetta le classiche procedure e anche se ottiene risultati eccellenti non gli viene dato nessun merito né gli si ampliano i budget”.

Dominici è arrivato al Forum PA lo scorso anno proprio per far emergere le eccellenze locali, ma spesso l'emersione resta localizzata al web.
“Non importa che alcune nostre pagine online superino le cinquantamila visite e raccolgano centinaia di commenti”, un risultato straordinario nel panorama italiano, “chi è dei nostri viene censurato da colleghi e superiori e spesso rischia la carriera”.

Ciò nonostante il gruppo è coeso e fa proselitismo nella strutturazione di triangoli organizzativi ai cui vertici si trovano uno sponsor politico, il finanziatore e l'innovatore.

Un primo esempio sociale viene da Venezia, dove la città ha un innovativo servizio di segnalazione guasti: attraverso SMS, totem, il sito web e il call center qualsiasi cittadino può indicare un malfunzionamento o disservizio: la segnalazione viene pubblicata online, così come l'iter della soluzione (presa in carico, soluzione), ciascuno con la sua ora e data, in modo che l'intera popolazione possa valutare la qualità del servizio pubblico.

“Per usare i termini odierni si fa il crowdsourcing della segnalazione”, che viene affidata a chiunque sia disponibile.

Ed eccoci giunti al centro della questione: la nuova tecnologia non si limita a semplificare i processi preesistenti, bensì ridisegna l'intera attività secondo i suoi paradigmi.
“La Rete fa emergere le energie attive, raccogliendole dove sono e mettendole in contatto”, spiega il sociologo dell'innovazione. “Per abilitare il cambiamento non bisogna fermarsi alle applicazioni, ma è necessario fare un passo in più”, conclude Dominici, “rendendo disponibili a tutti i dati grezzi raccolti dalla Pubblica Amministrazione”.
Da questi dati la comunità, in una sua qualsiasi forma, genererà nuova conoscenza che semplificherà le decisioni dell'amministratore.

E' questa, si badi bene, la diretta applicazione del concetto del 2.0: reperire nuovi dati (harvesting), analizzarli in modo innovativo (mining) per poter prendere decisioni migliori (intelligence).

Applicata all'azienda ci dà l'enterprise 2.0; sulla PA abbiamo la Governance 2.0; messa in mano al cittadino diventa una citizen intelligence and governance molto simile al Vendor Relationship Management.

Strumenti di questo genere sono già impiegati in molte parti del mondo ed è particolarmente noto quello usato a New York City, ma anche nel Belpaese si comincia a vedere qualcosa.

Un esempio semplice ed italiano di emersione di energie attive grazie alla disponibilità di dati pubblici grezzi viene dall'associazione Open Polis, i cui volontari raccolgono informazioni pubbliche e le tramutano in liste e valutazioni sull'affidabilità dei politici: composizione, presenze, azioni.

La quantità di informazioni così ottenibili è veramente enorme e innovativa.
“Così si potrebbe aumentare anche la fruizione di Internet”, ci sorprende Dominici, “che in Italia rischia di restare basso perché la struttura portante è composta di microaziende che su Internet non ci lavorano”, almeno allo stato attuale dei sistemi informativi.

CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here