La Digital Disruption al centro di Ict Trade

Maurizio Cuzari“I digital disruptor sono tutt’intorno a noi”. Così Maurizio Cuzari, da sempre alla guida di Sirmi e da poche settimane vicepresidente esecutivo di NetConsulting3, realtà nata dall’unione delle attività di NetConsulting e, per l’appunto, di Sirmi, quando mancano pochi giorni all’edizione 2015 di Ict Trade.
Un’edizione non convenzionale, visto che torna un’altra volta a Milano e visto, soprattutto, che apre non solo alle Terze Parti, ma anche ai Cio e agli It Manager, in un’ottica di ascolto dei protagonisti della domanda.
Un’edizione che dunque ha scelto la “disruption” come leit motiv e come spunto di riflessione per chi vi prenderà parte.
“Il digital disruptor – racconta Cuzari – è chi fa business utilizzando leve diverse, strumenti innovativi, processi freschi”. È chi parte da idee di business che poggiano su processi nuovi e su un uso del digitale che prescinde da regole certe.
“Parliamo di imprenditori che disegnano i loro modelli di business senza basarsi sulle librerie delle grandi società di consulenza”, prosegue Cuzari, che sembra in qualche modo ridefinire anche il concetto di best practice: “Le best practice servono per evitare gli errori e non per disegnare le strade”, chiosa deciso.
Attenzione, però.
Il digital disruptor non è necessariamente una startup.
Anzi.
In effetti sul sistema delle startup Cuzari è piuttosto critico: “Attenzione a non ingannare i giovani con l’idea che si possa diventare ricchi sulla base di un’idea e non del duro lavoro. Spesso nel sistema delle startup entra in campo la finanza straordinaria, spesso le startup non generano lavoro addizionale se non sottopagato, troppe spesso si punta capitale di rischio su pura base statistica”.
Il manager pensa piuttosto a processi ameboidi, a spinoff, purché chi si stacca non paghi la pesantezza della struttura originaria. Pensa anche alle aziende in qualche misura storiche, “perché c’è differenza tra vecchie aziende e aziende vecchie. E le prime sono sicuramente in grado di capire la disruption”.
E la domanda cui si cercherà di dare risposta nel corso di Ict Trade sarà chi sono davvero i digital disruptor e chi è in grado di aiutarli nel loro percorso.
“Credo che l’It sia l’unico mercato nel quale manca un digital disruptor di settore, Non possiamo dare alla cloud companies il ruolo di digital disruptor. Bisogna puntare su realtà che facciano disruption non puntando solo sulle infrastrutture”, sostiene ancora Cuzari.

Il Digital Dirsuptor sarà dunque al centro del Convegno inaugurale, che si svolgerà a partire dalle ore 14.00 e fino alle ore 18.30 presso l’Hotel Crowne Plaza a San Donato Milanese.
La seconda giornata sarà invece dedicata, tra l’altro, agli eventi organizzati dai vendor con i loro partner di canale: Acer, Citrix, Hp, Lexmark e Oracle terranno i loro meeting, così come farà Comufficio.
Parallelamente a ICT Trade si svolge anche ICT Club, iniziativa indirizzata in questo caso a Cio, Ict Manager e nata dalla collaborazione tra SIRMI, i Club Regionali dei Dirigenti di Informatica e FIDA Inform, la loro federazione.
In questo caso, dopo il Convengo del giorno 10, comune a tutto il sistema della domanda e dell’offerta, i lavori si svilupperanno a partire dalla mattina del giorno 11 con una serie di tavoli tematici e strutturati.
Otto i focus identificati: Analytics e Big data, In viaggio verso il Cloud Infrastrutturale, Cloud Applicativo, EIM e Dematerializzazione, Smart Environment & IoT, Mobility , Sicurezza – Privacy – Normativa, CRM e Marketing del Futuro.
A ciascun tavolo dovrebbero prendere parte una decina di persone tra cui un rappresentante del Sistema dell’Offerta, Sponsor del Tavolo di Lavoro, un Key note Speaker, con il compito di guidare, coordinare e gestire i lavori, Consulenti SIRMI e NetConsulting cube, oltre a Direttori dei Sistemi Informativi, CIO, IT Manager e loro collaboratori.

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