La business intelligence, che delusione

Secondo l’analisi di Gartner Group, i prodotti di Bi hanno incontrato difficoltà nella conversione a Internet. E gli utenti, delusi, stanno rimandando nuovi investimenti.

Introducendo un tema forte della manifestazione Business Intelligence Europe, in svolgimento ad Amsterdam, Frank Buytendijk, responsabile delle ricerche in Gartner Group, ha decretato un sostanziale fallimento di molte applicazioni di analisi delle informazioni aziendali. «Le aziende hanno investito milioni di euro negli ultimi anni - afferma Buytendijk, relatore della manifestazione - ma sono rimaste deluse dai risultati. Molti hanno deciso di prendersi un anno di riflessione per cercare di capire i problemi».
Le cose hanno cominciato ad andar male quando i fornitori di queste soluzioni hanno avviato la conversione dei loro prodotti per adattarli a Internet. Un processo poco riuscito che tra il 1998 e il 2000 ha contribuito al fenomeno che Buytendijk chiama «gli anni persi della business intelligence».
Le prime versioni dei prodotti erano mediocri e anche ora, a distanza di tanto tempo, solo i migliori sviluppatori riescono a garantire sul Web l'80-90 percento di funzionalità rispetto alle originali versioni desktop. Il fattore più negativo è la perdita di controllo da parte degli utenti. «Prima del 1998 i responsabili dipartimentali - ha concluso Buytendijk - avevano la possibilità di scegliere e acquistare uno strumento Olap, chiedere ai suoi informatici di costruire i collegamenti alle informazioni rilevanti e generare i report dopo qualche giornata di training. Ora tutto è stato spostato sul Web e sembra che si debba centralizzare tutto. Un'ottima cosa per i responsabili dell'Edp, ma agli utenti non è rimasto in mano nulla».

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