Italiani online: bene le imprese, meno i cittadini

I dati a corredo del report presentato ieri dalla Ue, mostrano una singolare dicotomia nell’utilizzo della rete tra aziende e individui.

Come si posiziona l'Italia, rispetto alla diffusione delle tecnologie digitali?
Una analisi dei dati presentati a corredo del report Ue sulla competitività digitale mostra elemtni interessanti sui quali riflettere.

I dati relativi alla disponibilità di linee dsl rispetto al totale della popolazione ci vedono posizionati in undicesima posizione, con una copertura del 95,3%. Il 100%, va detto, lo raggiungono in tre: Francia, Danimarca e Lussemburgo.
Peggioriamo un po' nelle aree rurali, dove ci piazziamo quindicesimi, con una copertura pari all'82%.

Se la copertura tutto sommato ci vede posizionati non troppo distanti dai Paesi di riferimento, un primo crollo si nota nella percentuale di famiglie che dispongono di una connessione Internet a banda larga. Pur tenendo presente che si tratta di dati relativi alla fine del 2008 e che in questo segmento le evoluzioni possono essere anche molto rapide, soprattutto se facilitate da politiche commerciali interessanti da parte dei provider, l'Italia si colloca in 24° posizione, con una percentuale pari al 31%. Ci seguono Grecia, Bulgaria e Romania.

Del resto non brilliamo nemmeno quando si parla di percentuali di popolazione che utilizza regolarmente Internet, vale a dire almeno una volta alla settimana: ci posizioniamo ventitreesimi, con una quota del 37%.
Tuttavia, se si parla di uso intensivo, con accesso quotidiano, saliamo in diciannovesima posizione con una percentuale del 35%.

Si sale invece a un più tranquillizzante 81%, quando si analizzano le percentuali di imprese che dispongono di un accesso a banda larga fisso: siamo in quattordicesima posizione, distanti di 11 punti rispetto a Francia. Spagna e Finlandia che dominano la classifica con il loro 925 di penetrazione.

Ritorniamo verso il fondo della classifica quando si parla di eGovernment: la percentuale di italiani che utilizza i servizi della pubblica amministrazione per inviare documentazione non supera il 5%. Un numero che contrasta nettamente con il 32% dell'Olanda, il 27% della Danimarca, il 26% della Svezia, e anche con il 25% della Francia, questa volta classificata quarta.
La percentuale cresce decisamente quando le stesse attività vengono compiute dalle imprese: in questo caso sono il 42%, sempre distanti dal 60-80% che si legge nelle prime undici nazioni in classifica.

Sempre per rimanere nel mondo delle imprese, circa metà delle aziende italiane utilizza applicazioni per l'integrazione dei processi di business, percentuale che ci posiziona ottavi nella classifica generale. Non è male la percentuale di dipendenti con skill Ict generici: si parla di un 19,4% (dodicesima posizione). Scarseggiano invece i cosiddetti skill specifici: : sono il 2,7%, circa la metà dei primi Paesi in classifica.

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