Ipv6 per Verizon ha radici antiche

La società che partecipa ai trial dell’8 giugno ricorda come iniziò a testarlo nel 1998.

Verizon partecipa al World Ipv6 Day dell’8 giugno, la giornata-evento che intende far testare sul campo il nuovo protocollo di indirizzamento Internet che, si legge in una nota della società, sarà in grado di aumentare il numero di indirizzi disponibili dai 4 miliardi circa raggiungibili con l’Ipv4 a 340mila miliardi di trilioni di trilioni di indirizzi Ipv6.

Per Verizon Ipv6 non è una novità: a metà degli anni 90 la società ha sviluppato una rete ad alta velocità, denominata vBns (very high speed backbone network service) per supportare tecnologie e applicazioni Ip di avanguardia, poi evolutasi in vBns+, che una delle prime reti a trasportare il traffico nativo Ipv6 nel 1998.

Durante le 24 ore di test Verizon assegnerà ai team tecnici il compito di identificare e risolvere eventuali problemi riguardanti l’Ipv6.

Icsa Lab, una divisione indipendente di Verizon, prenderà parte al World Ipv6 Day focalizzandosi su eventuali problemi di sicurezza.

Verizon sta sviluppando una tecnologia definita dual-stack, che permette il supporto simultaneo di Ipv4 e Ipv6, dando l’opportunità di accedere alle reti Ip e ai servizi utilizzando in maniera indifferente sia il vecchio sia il nuovo protocollo.

Il più recente servizio abilitato all’uso del protocollo Ipv6 è Internet Dedicated Services di Verizon, già disponibile in America, Europa e nella regione Asia-Pacifico.

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