Internet degli oggetti, futuro già presente

L’Internet of things italiana a firma Reply.

Monitorare il consumo di banda di una rete di telefonia cellulare durante un periodo particolare. Capire il movimento dei mezzi di trasporto nel traffico. Tracciare il percorso dei rifiuti sul territorio. Analizzare il movimento delle persone che utilizzano la bicicletta in città.
Sono esempi di azioni che si possono fare in tempo reale, applicando il principio dell’Internet degli oggetti.

Reply è impegnata nello sviluppare soluzioni apposite.
Lo fa con Concept Reply, il centro di ricerca e sviluppo basato a Torino, proveniente da Motorola, che la società di Mario Rizzante punta a far diventare centro di competenza europeo per l’Internet of things e la comunicazione machine to machine.
180 ingegneri lavorano sullo sviluppo M2m, la creazione di servizi, la certificazione e validazione.

Il lavoro si è concretizzato con Hi Reply, una piattaforma, come ha spiegato il partner Reply Luigi Cicchese, fatta di hardware, middleware e servizi sui cui si possono costruire applicazioni fra oggetti connessi in rete.

Vige il principio della trasparenza: gli oggetti si ”vedono” reciprocamente e in modo standard, ossia via Internet.

Le caratteristiche delle soluzioni Iot, quindi, sono la pervasività, portabilità, flessibilità, sensibilità al contesto e auto-configurabilità.

Gli oggetti Iot, insomma, sono intelligenti nella misura in cui si trasformano in un servizio, con i Web service.

È per questo che nell’Iot l’intelligenza non va centralizzata, ma delocalizzata in periferia: è l’oggetto che deve poter prendere decisioni.

La piattaforma Hi Reply dispone già di applicazioni per i settori automotive (HiCar), giochi (HiToy), pagamenti legati al contesto (HiCredits), wellness (HiLife).

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