Intel, tra Google Glass, Luxottica e Cina

Google_GlassNel mese di marzo avevamo dato l’annuncio di una nuova collaborazione tra Luxottica e Google legata allo sviluppo dei Google Glass, in un’ottica di prosieguo dell’impegno della società italiana nell’ambito delle tecnologie indossabili.
Notizia di ieri è che analogo accordo è stato siglato tra la casa di Agordo e Intel, sempre nell’ottica dello sviluppo di occhiali intelligenti per tutti i segmenti di mercato.

Le due notizie sono in effetti strettamente correlate, dal momento che, proprio nei giorni scorsi, Google e Intel hanno reso manifesta la loro collaborazione in un ambito che lo stesso Ceo di Intel, Brian Krzanich, definisce di massimo interesse nell’ottica di futuri sviluppi.
Le ipotesi al vaglio sono diverse e già si parla di una nuova versione dei Google Glass con cuore Intel, al posto del processore di Texas Instruments.

Intel sembrerebbe interessata ad esplorare i possibili utilizzi dei Glass in ambito professionale e lavorativo, lasciando a Google l’opzione per le applicazioni consumer: resta il fatto che l’ingresso in scena di un big player come Intel potrebbe essere la chiave di volta di rivitalizzare un ambito di sviluppo sul quale l’attenzione era ultimamente in fase calante.
Nelle scorse settimane, infatti, più di un analista aveva parlato di un progetto in fase terminale, a causa dei ritardi da un lato e dell’eccessiva onerosità dall’altro.

E mentre tra Santa Clara, Mountain View e Agordo proseguono gli studi, Intel non perde di vista il suo business core e annuncia un investimento da 1,6 miliardi di dollari per aggiornare e ampliare il suo impianto di Chengdu, nella Cina Occidentale, con l’obiettivo di mantenere saldi i legami con quel mercato.
Tre mesi fa, va ricordato, la società aveva acquisito una quota di minoranza in una società produttrice di semiconduttori controllata dal Governo con l’obiettivo di arrivare a uno sviluppo congiunto di processori per il mobile, settore considerato strategico.
E agli osservatori occidentali pare chiaro che Intel cerchi un approccio propositivo, probabilmente per evitare di incappare in alcuni dei problemi che hanno toccato e stanno toccando aziende come Microsoft e, soprattutto, Qualcomm.

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