
Resoconto intermedio di gestione
In sofferenza i primi nove mesi di Gruppo Esprinet
14 Novembre 2011
"Essenzialmente a causa dei minori ricavi" quantunque si sia registrata anche "una leggera flessione del margine percentuale, passato dal 5,99% al 5,89%", in termini di margine commerciale lordo consolidato, sommando i risultati di Esprinet, Comprel, Monclick e V-Valley, i primi nove mesi di quest'anno si sono chiusi a quota 86,3 milioni di euro, con una perdita di 8,7 milioni rispetto al corrispondente periodo del 2010.
Nello specifico, mentre al 31 dicembre 2010 la posizione finanziaria netta consolidata evidenziava un surplus di liquidità pari a 3 milioni di euro, al 30 settembre 2011 la stessa è risultata negativa per 51,4 milioni di euro evidenziando un peggioramento anche rispetto all'indebitamento netto di 44,8 milioni rilevato al 30 giugno 2011. Lo stesso che, però, risulta notevolmente migliorato, se lo si paragona ai a 125,2 milioni di debiti netti registrati al 30 settembre 2010.
Ciò detto, nel terzo trimestre 2011 il margine commerciale lordo è, tuttavia, risultato stabile rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente, anche se la riduzione del margine percentuale risulta più accentuata e pari allo 0,16%.
Ciò detto, pur registrando una diminuzione del 31% in termini di Ebit (per un risultato operativo pari a 27,4 milioni) e riportando un calo del 32% dell'utile netto (fermo a 15,3 milioni di euro), tra luglio e settembre di quest'anno i ricavi consolidati del Gruppo Esprinet sono cresciuti del 3%, fino a toccare quota 480,1 milioni di euro.
Stando a quanto reso noto dal principale Gruppo attivo nella distribuzione B2b di informatica ed elettronica di consumo in Italia e Spagna, l'aumento del livello di indebitamento finanziario puntuale di fine periodo sarebbe connesso a un trend di incremento del capitale circolante che, tuttavia, non troverebbe “piena rappresentazione nei dati di fine trimestre, risultando quest'ultimi influenzati da fattori anche estranei all'andamento dei livelli medi del circolante e dal ricorso al factoring “pro soluto” dei crediti commerciali verso alcuni selezionati segmenti di clientela”.
In tal caso, e in ossequio al principio contabile IAS 39, i crediti oggetto di cessione vengono eliminati dall'attivo patrimoniale. L'effetto complessivo sul livello dei debiti finanziari al 30 settembre 2011 sarebbe, dunque, quantificabile in circa 142 milioni, rispetto ai circa 114 registrati nel medesimo periodo dell'esercizio precedente e ai circa 171 milioni di euro del 31 dicembre scorso.
In questo senso, al 30 settembre 2011, il patrimonio netto consolidato ammonterebbe a 226,7 milioni, in aumento di 7,3 milioni rispetto a 219,4 riportati alla fine dello scorso anno.
In diminuzione del 7%, invece, i ricavi netti verso terzi riportati nei primi nove mesi di quest'anno, e attestatisi a quota 1,110 miliardi di euro.
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