
Indagini
Il parental control non tiene il passo del Web 2.0
14 Gennaio 2011
Pochi dei prodotti disponibili sul mercato sono risultati in grado di filtrare il contenuto Web cui si accede tramite telefoni cellulari o console per videogiochi.
Il progetto "Benchmarking of parental control tools for the online protection of children" (Analisi comparativa degli strumenti di controllo parentale per la tutela dei bambini online) è finanziato dall'Eu Safer Internet Programme dal 2006 (programma dell'Ue per un'Internet più sicura).
Lo studio ha analizzato diversi strumenti di controllo a disposizione dei genitori, di cui 26 per pc, 3 per console per videogiochi e 2 per telefoni cellulari.
I programmi di controllo parentale sono perlopiù in lingua inglese e l'offerta di strumenti in altre lingue è risultata limitata.
Gli strumenti sono stati analizzati alla luce delle impostazioni possibili per due fasce di età (fino a 10 anni e dagli 11 anni in su), in inglese, francese, tedesco, italiano, polacco e spagnolo, fra settembre e ottobre 2010, e sono stati esaminati secondo quattro criteri: funzionalità, sicurezza, efficacia e usabilità.
Parallelamente, un sondaggio EuKidsOnline, anch'esso finanziato dall'Eu Safer Internet Programme, ha però riscontrato che solo un quarto dei genitori europei utilizza programmi per monitorare o filtrare le attività dei loro figli online o per tenerne traccia.
L'indagine è stata svolta in 25 paesi e ha visto la partecipazione di oltre 25 000 minori e di un genitore ciascuno, tra aprile e agosto 2010.
Qui è disponibile la relazione integrale.
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