Il marketing deve ancora scoprire il mobile

Situazione a dir poco embrionale per la comunicazione tramite i cellulari. Ma le prospettive sono ottime

E’ un mercato che non esiste, ma che probabilmente esisterà. Perché già dispone della massa critica, gli utenti che possiedono un cellulare. Benvenuti nel mondo del Mobile marketing, scandagliato dalla School of management del Politecnico di Milano che gli dedica un Osservatorio, che oggi vale molto poco ma domani chissà.


Settanta milioni di euro per quanto riguarda la comunicazione tramite Sms (+15%) e addirittura 15 milioni (+21%) per il mobile marketing sono le cifre che in platea fanno mormorare “E' un mercato che non esiste”. E’ vero, soprattutto perché secondo i ricercatori del Politecnico continua a esserci una mancanza di cultura nelle aziende rispetto a questi strumenti.


E non è un problema di dimensioni aziendali visto che ci sono già alcuni casi di aziende di minori dimensioni che si danno al mobile, ma solo di conoscenza.


In generale, osserva lo studio, vengono sempre più sviluppate iniziative di marketing e di service basate sui formati più evoluti e innovativi come banner e applicazioni spinti dal fenomeno iPhone e cresce l’esigenza di potenziare la valorizzazione della relazione con il cliente in termini di creazione di engagement e customer experience. Per questo si assiste a un deciso aumento della realizzazione di applicativi client brandizzati da scaricare sul cellulare che danno la possibilità di veicolare contenuti in grado di rafforzare l’esperienza di marca. Infine, le aziende sempre di più puntano sull’utilizzo di mezzi e strumenti a performance che consentano la misurazione dei risultati.


Intrattenimento, editoria e media, abbigliamento e accessori e auto motive sono i settori interessati a questo tipo di comunicazione dalla quale traggono benefici tangibili e intangibili.



I primi riguardano l’acquisizione di nuovi clienti e la fidelizzazione, mentre con i secondi si incrementa la brand awareness, brand reputatio e immagine e si lavora sulla custode experinence.


Però è meglio coordinare il tutto con la comunicazione che l’azienda porta avanti sugli altri canali. Che senso ha, si chiede Filipo Renga che con Andrea Boaretto ha coordinato la ricerca, mandare un Sms e contemporaneamente una lettera a casa con gli stessi contenuti? Nessuno. Solo che in questo momento è tutto in fase embrionale. Mercato e cultura aziendale.

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