
Iniziative
Il manifesto delle imprese italiane per rilanciare la crescita
03 Ottobre 2011
Il Sole 24 Ore Radiocor - Spesa pubblica e riforma delle pensioni, riforma fiscale, cessioni del patrimonio pubblico, liberalizzazioni e semplificazioni, infrastrutture ed energia: sono queste le cinque questioni prioritarie da affrontare per salvare l'Italia e rilanciare la crescita contenute nella proposta che Confindustria, Abi, Ania, Alleanze delle cooperative italiane e Rete Imprese Italia lanciano al Governo, al Parlamento e alle forze politiche di maggioranza e opposizione oltre che alle parti sociali. Le imprese chiedono di agire senza indugi e sottolineano come si tratti di una proposta che non vuole guardare indietro, ma anzi guardare avanti con un'ottica di sistema perché insieme si può rimettere in moto il Paese.
Un settore fondamentale di intervento dal quale non si può prescindere, per le imprese, è quello della spesa per pensioni. È necessario eliminare l'attuale sistema delle pensioni di anzianità, accelerare l'aumento dell'età di pensionamento di vecchiaia, portare l'età di pensionamento delle donne a 65 anni dal 2012, anche nel settore privato, eliminare tutti i regimi speciali previsti dall'Inps e dai diversi enti previdenziali.
Altra priorità per le associazioni delle imprese è la riforma fiscale che deve avere come obiettivo una significativa riduzione del prelievo su famiglie e imprese. Nel manifesto le imprese sottolineato come vada pertanto avviato subito il processo di superamento dell'Irap a partire dalla componente del costo del lavoro.
Tra le altre misure le imprese chiedono di prevedere uno strumento fiscale automatico, con un orizzonte temporale di almeno 10 anni che incentivi gli investimenti in ricerca e innovazione, di rafforzare patrimonio e dimensione delle imprese prevedendo da subito "l'aiuto alla crescita economica (Ace)". Va rafforzata, poi, l'azione di contrasto dell'evasione fiscale, fissando a 500 euro il limite per l'utilizzo dei contanti, incentivando l'emersione di fatturato, introducendo anche una patrimoniale che abbia come finalità l'abbattimento di Irpef e Irap ed infine avviare la revisione dell'Irpef sui redditi più bassi.
La terza misura prevista dalle imprese per la crescita riguarda le cessioni del patrimonio pubblico. Per sostenere la credibilità e la competitività del sistema-Paese le associazioni firmatarie del Manifesto propongono di cedere il patrimonio immobiliare di enti statali e locali, privatizzare il settore dei servizi pubblici locali.
Per le imprese, altra priorità su cui agire subito è quella delle liberalizzazioni e delle semplificazioni. Liberalizzazioni che vanno dai trasporti, per i quali è necessario istituire un'autorità, ai servizi pubblici locali, ai servizi professionali. E allo stesso tempo completare le semplificazioni amministrative e normative oltre a semplificare il dialogo tra imprese e Pa.
L'ultima priorità riguarda un intervento sulle infrastrutture, che da troppi anni secondo le imprese vivono in una situazione di dannosa e inaccettabile incertezza, e sull'efficienza energetica, per cui si richiede una proroga degli attuali incentivi fiscali fino al 2020.
Per le associazioni di imprese, banche, assicurazioni e cooperative che si sono riconosciute nel manifesto " salvare l'Italia non è uno slogan retorico ". Le imprese, tuttavia, vogliono sottolineare che "non intendono minimamente sostituirsi ai compiti che spettano al Governo e alla politica. Avvertono però l'esigenza di non limitarsi alle critiche ma di indicare alcuni punti assolutamente prioritari".
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