Il "commenda" apprezza se la Camera di commercio è tutta digitalizzata. E il Governo indaga…

Luglio 2003,Alle aziende milanesi piace la smart card. Questo e altri dati interessanti emergono dalla ricerca commissionata dalla Camera di commercio di Milano all’Istituto per gli studi sulla pubblica opinione di Renato Mannheime. L’informatizzazione

Luglio 2003,
Alle aziende milanesi piace la smart card. Questo e altri dati interessanti
emergono dalla ricerca commissionata dalla Camera di commercio di Milano all'Istituto
per gli studi sulla pubblica opinione di Renato Mannheime.
L'informatizzazione delle procedure di presentazione degli atti alla Camera
di commercio viene promossa con un 7 pieno, il 49% degli intervistati (circa
3mila) è piacevolmente sorpreso dell'efficienza del servizio e il 74%
è soddisfatto della facilità di utilizzo del software necessario
Fedra. Meglio così visto che dal 1° luglio di quest'anno le 170mila
società della provincia di Milano, con esclusione delle imprese individuali,
devono obbligatoriamente utilizzare la firma digitale e la smart card delle
imprese. «La rivoluzione telematica attuata dalla Camera di commercio
di Milano è la più ampia d'Europa
- ha sottolineato il presidente
Carlo Sangalli - nell'ambito della Pubblica amministrazione».

L'organismo lombardo ha già distribuito circa 80mila smart card
e al 31 maggio sono stati ricevuti 8mila atti e 4.600 bilanci. Le pratiche digitali
coprono in questo modo il 19% delle pratiche totali con un risparmio stimato
di circa 32 milioni di euro in un anno. Una smart card, simile a una tessera
bancomat, contiene un chip con la firma digitale (un codice alfanumerico) del
rappresentante della società. Con la carta si è abilitati all'invio
di ogni tipo di documento 24 ore su 24, sette giorni alla settimana risparmiando
carta, tempo, costi di spostamento del dipendente e usufruendo della riduzione
dei diritti di segreteria e del pagamento forfettario dell'imposta di
registro.

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