Il Cebit 2002 ritrova una dimensione più business oriented

L’annuale kermesse informatica di Hannover ha avuto quasi 8mila espositori e un numero di visitatori che ha superato gli 850mila. I server high-end hanno tenuto banco, grazie al lancio del processore Intel Xeon Mp, ma anche mobile, sicurezza e storage spiccano tra i temi forti.

Ventisette hall, 7.962 espositori e 440mila metri quadrati di superficie espositiva. I numeri la dicono lunga sulla dimensione ormai mondiale che il Cebit di Hannover ha assunto e conferma nell’edizione 2002. Se Stati Uniti e Taiwan sono presenti in modo più cospicuo rispetto al 2001, il vero fenomeno è rappresentato dalla Cina, che ha quadruplicato il proprio peso. Per questo e forse anche per un durata allungata di un giorno, gli organizzatori si attendono di chiudere con un numero di visitatori superiore a quello dell’ultima edizione (850mila).


L’hardware di sistema è tornato a fare notizia, grazie al lancio del processore Intel Xeon Mp (già noto come Foster) e all’immancabile sequela di prodotti già pronti con l’aggiornamento architetturale. Per alcuni, è stata questa l’occasione anche per rivedere il complesso della gamma server (ne parliamo nella pagina successiva). Di rilevante, il chip Intel ha la presenza dell’architettura NetBurst, già presente sul Pentium 4, la cache di Livello 3 fino a 1 Mb, la tecnologia hyperthreading (che può raddoppiare le prestazioni del processore) e il chipset Serverworks, che supporta una banda più ampia, Sdram Ddr e il bus Pci-X. Le velocità spaziano da 1,4 a 1,6 GHz. I produttori subito allineati all’ultimo chip, oltre a quelli citati più avanti sul giornale, comprendono anche nomi come Dell, Fujitsu Siemens e Acer. Tratto comune a tutti è il lancio di server di fascia alta, per poter sfruttare al meglio il rapporto prezzo/prestazioni.

Gestione e standard nello storage


Altri temi e tecnologie hanno però catalizzato l’attenzione dei partecipanti al Cebit 2002. Lo storage, per esempio, soprattutto sul lato del backup e recovery. Veritas e Hds (Hitachi Data Systems) ne hanno fatto il piatto forte delle rispettive presentazioni. La prima ha esibito la nuova versione del proprio applicativo di Hsm (storage gerarchico dei dati), quasi in risposta all’acquisizione di Otg (specialista nello stesso settore) appena messa a segno dalla rivale Legato. Lo storage management è al centro anche di Hi Command, il software di Hds che si occupa di amministrare, in particolare, le unità di Sun.


Non sono mancate all’appello, su questo fronte, anche Hp e Fujitsu Softek. La prima ha presentato una piattaforma di virtualizzazione simmetrica frutto dell’acquisizione, completata l’estate scorsa, di StorageApps. La soluzione è stata ripacchettizzata per supportare un più ampio numero di ambienti. A ciò, Hp ha aggiunto un gateway Nas/San, che allinea l’offerta a quella di altre aziende del settore, come Emc, Tivoli e Veritas. Fujitsu Softek, invece, ha fatto conoscere la propria offerta di Srm (Storage resource management), che integra il kernel di Datacore, società specializzata nella virtualizzazione simmetrica. Ben poco si è visto, per converso, sul fronte dello storage su Ip, probabilmente perché i costruttori stanno attendendo che lo standard iScsi sia ufficialmente riconosciuto prima di lanciare nuovi prodotti. Nel campo dei dischi, protagonista è stato lo standard Serial Ata, presente nelle novità di Seagate, Maxtor, e Western Digital, fra gli altri. Quantum ha fatto da vedette fra i nastri, invece, annunciando la caratteristiche del futuro formato Sdlt, con cartucce a 160 Gb e velocità da 16 Mb/s.

Fra Palm Os e Pocket Pc


Come ormai tradizione, il Cebit è stato il palcoscenico ideale per la presentazione delle ultime novità di Palm e Microsoft in materia di Pda. L’obiettivo del 2002, per tutti, sembra essere quello della comunicazione. Palm, infatti, ha esibito nuove schede Bluetooth e wireless Lan, oltre alla versione di PalmOs 5. Per quest’ultimo, le capacità multitask lasciano spazio soprattutto alla sviluppo di applicazioni peer-to-peer o di condivisione dati wireless. Ha un po’ sorpreso, per converso, l’assenza di funzionalità multimediali, nonostante l’acquisto di BeOs.


Il clan Pocket Pc ha risposto con la seconda generazione di prodotti, a sei mesi dalla disponibilità del sistema operativo. E anche qui ha dominato il wireless, come nel Cassiopeia E-200F, con tre slot modulabili capaci di ospitare memoria per comunicazioni in 802.11b, Bluetooth o Gsm. Toshiba, con una scheda d’espansione, e Fujitsu Siemens, con il Pda Pocket Loox, hanno puntato decisamente su Bluetooth. Quest’ultimo handheld può, con apposito modulo, anche connettersi a una rete Gprs.

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