Ict: la Lombardia passa l’esame

In occasione dell’edizione bresciana di Smau presentata un’indagine sull’adozione delle tecnologie nelle aziende della regione

Se l'Italia fosse la Lombardia, almeno dal punto di vista tecnologico saremmo a cavallo. L'analisi della maturità Ict della imprese lombarde sotto i cinquecento dipendenti realizzata dalla School of management (Som) evidenzia infatti un quadro positivo soprattutto se confrontato con la media delle Pmi italiane.


Quasi due imprese su tre sono classici fate fra “Lungimiranti” o “Impostate” nell'utilizzo delle nuove tecnologie contro una su tre a livello nazionale.


Si tratta di imprese che hanno iniziato a razionalizzare l'infrastruttura It (Impostate), ponendo le basi per una successiva evoluzione anche delle applicazioni software, o che hanno saputo fare evolvere l'infrastruttura It e il parco applicativo (Lungimiranti) utilizzando tecnologie e soluzioni allo stato dell'arte.


Presentata in apertura dell'edizione bresciana di Smau, l'indagine descrive le imprese “Lungimiranti” come caratterizzate da un parco applicativo evoluto che, in genere, si basa su un sistema gestionale integrato e flessibile “esteso” attraverso l'utilizzo di applicazioni di Business intelligence, Crm, extranet per i clienti business e i fornitori, intranet per i dipendenti o applicazioni Mobile & wireless per supportare le attività in movimento.


In queste imprese in genere è presente una direzione It che ha la possibilità di effettuare investimenti It più elevati. L'elevato livello di maturità dipende oltre che dalle dimensioni, dalla sensibilità del vertice nell'utilizzo delle tecnologie, dalla presenza all'interno dell'impresa di un pivot Ict, un innovatore che sappia svolgere un ruolo di collegamento tra il business, funzione It e fornitori, oltre che dalla presenza di una direzione It con competenze non solo tecnologiche ma anche gestionali e di business.


A fronte di questo gruppo d'imprese d'eccellenza esiste un 20% di aziende “Immature” (una prevalenza di piccole dimensioni) contro una media nazionale però ben più elevata superiore al 40%. In media i settori meno maturi sono il tessile-abbigliamento, legno-arredo e turismo.

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