Ibm porta Identity Mixer sul cloud

cloud mobilityLanciata da Ibm in open source diversi anni fa, la protezione offerta da Identity Mixer vive oggi una nuova era. Basata su un algoritmo crittografico per codificare gli attributi d’identità certificati degli utenti, la tecnologia portata sul cloud da Ibm Research è utilizzabile durante transazioni sia da computer sia da dispositivi mobili.

Obiettivo: trasformare in realtà l’idea di una divulgazione online minima dei dati personali, consentendo agli utenti che accedono a servizi di homebanking, interagiscono sui social network ed effettuano acquisti online di scegliere con precisione quali informazioni condividere, e con chi.

Già da tempo, il risultato parla di una tecnologia utile a fornire un importante livello di privacy. Ora, però, la sua disponibilità sulla cloud Platform as Service Ibm Bluemix, consentirà ai Web service provider di migliorare il loro profilo di rischio e l’affidabilità verso i clienti.
A partire da questa primavera, gli sviluppatori abbonati a BlueMix potranno, infatti, scegliere la tipologia di dati che desiderano proteggere e per i quali la piattaforma di Big Blue fornirà un relativo codice affinché venga incorporato nelle applicazioni e nei servizi Web offerti.

Al momento, sono due i programmi-pilota messi a punto all’interno del progetto Authentication and Authorization for Entrusted Unions ideato da Ibm in collaborazione con partner del mondo accademico e dell’industria per dimostrare il potenziale della nuova versione cloud di Identity Mixer.
In Germania, gli scienziati testeranno la soluzione con la Deutsches Rotes Kreuz, ovvero la Croce Rossa tedesca per mantenere riservati i dati dei propri assistiti, mentre in Australia verrà coinvolta la Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation, vale a dire l’agenzia scientifica nazionale australiana per agevolare la condivisione sicura di informazioni sensibili, in modo tempestivo, tra sedi remote e partner coinvolti.

Nel primo progetto, con l’ausilio di tecnologie implementate da Nec Europe e Tunstall Healthcare, che non fa parte di AU2EU ma fornisce soluzioni di teleassistenza sanitaria per la Deutsches Rotes Kreuz, 20 operatori di quest’ultima saranno dotati di sensori per attività all’interno delle abitazioni e il monitoraggio di stato degli assistiti. I dati raccolti da questi sensori saranno trasferiti a un server cloud dedicato, dove saranno analizzati per stabilire il tipo di assistenza richiesta.
Inoltre, gli operatori esterni della Croce Rossa tedesca saranno dotati di un dispositivo mobile per raccogliere e registrare dati sensibili dei clienti, quali cartelle cliniche, terapie farmacologiche e contatti familiari, per istituire un contratto di assistenza.

In Australia, invece, il progetto sarà a sostegno dell’immunità da malattie esotiche, in particolare negli animali.
Il piano di emergenza messo a punto dal governo australiano per intervenire immediatamente prima che si diffonda un’epidemia prevede, infatti, la riunione immediata di organizzazioni governative, accademiche e di ricerca, insieme a partner di settore, in un ambiente collaborativo online sicuro e fidato, che faciliti il processo decisionale basato sulle evidenze.

 

 

 

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