Ibm: fiducia per il 2003

Nel tradizionale incontro con gli analisti la società si presenta in una luce di ottimismo e prevede un ritorno a crescite interessanti per il prossimo anno

14 novembre 2002 Nel corso del tradizionale incontro con gli analisti di Wall Street, Ibm si è presentata in una luce di ottimismo e il chief financial officer John Joyce si è sbilanciato fino a parlare di buone prospettive, con un mercato It passibile di una crescita superiore a quella del prodotto interno lordo statunitense.
In effetti, l'incontro autunnale ha avuto luogo dopo mesi cruciali per l'azienda, che è passata attraverso il taglio di oltre 15.000 posti di lavoro, la dismissione di alcuni business non più strategici, come quello negli hard disk e l'acquisizione della società di consulenza PricewaterhouseCoopers per 3,5 miliardi di dollari. Ora la società si dice convinta di essere di nuovo al passo, pur non azzardando alcuna previsione numerica e pur non negando l'intenzione di proseguire sia nella politica di riduzione dei costi, sia nella politica degli accordi di outsourcing e delle acquisizioni strategiche.
Dal canto loro, gli analisti prevedono che Big Blue chiuda il quarto trimestre con un utile di 1,30 dollari ad azione su un fatturato di 23,2 miliardi di dollari. Per l'intero anno, la società dovrebbe invece realizzare un fatturato di 80,7 miliardi di dollari con un utile di 3.91 dollari ad azione.
Per quanto riguarda invece il prossimo esercizio, si parla addirittura di utili tra i 4.25 e i 4,35 dollari ad azione, cifra comunque al di sotto dei 4,59 dollari del 2001.

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