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Per IAB la ePrivacy europea danneggerà media e cittadini

Secondo IAB Italia la proposta di regolamento ePrivacy attualmente al vaglio del Parlamento europeo mette in grave difficoltà i media e rischia di compromettere pesantemente l’esperienza di navigazione di tutti gli utenti europei.

L’assunto è emerso durante un workshop organizzato in collaborazione con il Dipartimento ICT&IP dello Studio Legale DGRS e con la partecipazione di ContactLab, orientato a formare sulla normativa GDPR e sui cambiamenti che tutti gli operatori digitali dovranno apportare al loro business in seguito all’entrata in vigore del regolamento, prevista per il 25 maggio 2018.

Il mercato dell’informazione digitale europeo è fortemente legato all’utilizzo dei dati comportamentali che, mappati attraverso i cookies, tracciano in maniera anonima le preferenze e gli interessi degli utenti.

Daniele Sesini, Direttore Generale di IAB Italia si dice molto preoccupato dall’approccio del Parlamento Europeo sul tema della Privacy: «mina alle basi il modello di business di numerose aziende del mercato digitale e avrà ripercussioni negative sulla diffusione delle informazioni online. Gli eurodeputati che pensano di adottare queste misure estreme per proteggere i cittadini, finiranno per ledere un loro diritto fondamentale: la possibilità di accesso libero a diverse fonti di informazioni di qualità. Il diritto alla privacy dei cittadini è già tutelato dal regolamento sulla protezione dei dati approvato lo scorso anno e il mercato italiano, grazie alla Cookie Law è già un esempio virtuoso in merito di tutela dei consumatori».

Questa tecnologia è in grado da una parte di sostenere il mercato del digital advertising e dall’altro di dare valore all’esperienza degli utenti, che beneficiano di contenuti di qualità gratuiti e vedono offerte pubblicitarie in linea con i loro interessi.

La nuova proposta di Regolamento ePrivacy così come è attualmente formulata, rischia di stravolgere l’equilibrio di questo sistema, con conseguenze critiche sulla salute dell’economia digitale e un concreto pericolo di minare la libertà e il pluralismo dell’informazione.

La democraticità del web e la possibilità di accesso a informazioni libere, gratuite e provenienti da fonti plurime, infatti, sono valori garantiti anche dall’advertising, che permette di ripagare i costi di produzione, elaborazione e distribuzione di contenuti di qualità.

La creazione di norme troppo restrittive in merito di ePrivacy, tra cui i recenti emendamenti votati dalla Commissione del Parlamento Europeo LIBE (Civil Liberties, Justice e Home Affairs), di fatto, toglie agli editori online la loro fonte di sostentamento e li obbliga a lavorare senza   ritorno economico.

A fronte di questo scenario, IAB Italia sta affiancando IAB Europe nello sforzo di sensibilizzazione delle istituzioni europee a favore di una giusta regolamentazione, che sarebbe vantaggiosa per l’economia digitale e per tutti i cittadini.

È proprio la maggioranza dei consumatori (80%) a voler sostenere la pubblicità online, preferendo i siti di informazione gratuiti, supportati da annunci. Addirittura, il 92% non navigherebbe più sul proprio sito preferito se diventasse a pagamento.

Senza il supporto del data-driven advertising l’offerta informativa europea rischia di impoverirsi enormemente, con il 70% dei cittadini che abbandonerebbe Internet come fonte di informazioni se si trovassero a dover pagare l’accesso alle news online.

Ciò porterebbe al collasso l’ecosistema digitale, con un rallentamento della crescita della pubblicità online di oltre il 50% e la maggioranza degli utenti (88%) che finirebbe per accedere al web molto meno di adesso. A soffrire di più sarebbero tra l’altro soprattutto i piccoli editori indipendenti.