I risvolti della convergenza tra Web e wireless

Aton è impegnata a offrire soluzioni che facilitino l’automazione della forza lavoro mobile, allargando lo sguardo ai processi di business

Tra le poche realtà italiane del mondo dell'Ict che stanno puntando sui mercati esteri per proseguire il cammino di crescita, c'è la società Aton. Infatti, a gennaio ha acquisito la maggioranza di un'azienda spagnola, Altec, in quanto si è resa conto di avere «una notevole superiorità tecnologica rispetto ai concorrenti della regione» come ha affermato il presidente, Giorgio De Nardi. Nata a Treviso nel 1988, come specialista di soluzioni per l'automazione della forza lavoro mobile, Aton è oggi una realtà che conta 140 dipendenti, 3.500 clienti e un fatturato previsto per il 2006 di 18 milioni di euro. La sua crescita è avvenuta per gradi, ampliando il raggio d'azione anche ai processi di business, che sono a monte e a valle di questa attività. Non solo, dunque, soluzioni per chi lavora lontano dal proprio ufficio, in particolare i venditori, ma anche hardware e software specifici per la supply chain e la logistica, dedicati soprattutto alle industrie medio grandi e multinazionali, e, più in generale, a chi ha significativi movimenti di merci. L'azienda è stata tra le prime in Europa a realizzare applicazioni di tentata vendita con terminali e stampanti portatili sugli automezzi e a installare impianti wireless in radio frequenza per gestire in real time la logistica.


Convinti, dunque, di avere le carte in regola per affermarsi anche sui mercati internazionali, i manager di Aton si stanno guardando intorno, per effettuare operazioni analoghe a quella fatta in Spagna anche nei paesi dell'Est e in Portogallo, considerati aree con esigenze simili a quelle italiane. «Cerchiamo altre società da acquisire in paesi chiave - ha sottolineato De Nardi - perché è meglio che partire da zero. Siamo sempre stati pionieri nell'utilizzo delle nuove tecnologie e oggi siamo focalizzati sulla convergenza fra il Web e il wireless UMTS e GPRS, dove contiamo già diversi clienti, anche a livello europeo. Queste soluzioni consentono di avere un unico sistema dipartimentale, il Web server, collegato, via rete cellulare, con i dispositivi palmari sul territorio. Si eliminano i passaggi sulle reti wired, che rallentano i processi e introducono errori nella gestione dei dati». Poiché non sempre le reti mobili garantiscono copertura adeguata, i sistemi possono anche lavorare in modalità stand alone, su un data base locale (per esempio per inserire un ordine) sincronizzandosi con il sistema centrale quando il collegamento è disponibile, garantendo, così, la necessaria robustezza.


I terminali portatili utilizzati in queste soluzioni sono di Symbol e Intermec, ma anche di Infos, un'azienda di Torino che Aton ha acquisto. «Attualmente il focus è soprattutto sulle periferiche di stampa - ha continuato il presidente -. La stampante portatile è necessaria per poter rilasciare un documento al cliente, o per recuperare una copia firmata». Tra le aree su cui Aton sta investendo c'è quella dello sviluppo di software, che coinvolge 50 persone: il portafoglio prevede tre pacchetti (logistica, vendita e tentata vendita), che possono essere personalizzati secondo le richieste del cliente. C'è poi l'offerta dei servizi, sui quali la società sta puntando in modo significativo. Secondo De Nardi «è fondamentale gestire e monitorare la soluzione per riuscire a soddisfare i clienti.


Ci assumiamo la completa responsabilità, garantendo le prestazioni attraverso Service level agreement». Una mossa necessaria anche per competere con una gamma variegata di concorrenti, che vanno dalla software house locale, che vende il gestionale alla Pmi, agli specialisti che commercializzano i terminali palmari, ai grandi system integrator, come Atos Origin. Sono invece considerati partner, con cui spesso vengono sviluppati progetti congiunti, Accenture, Ibm e Microsoft, così come, anche se in modo diverso, gli operatori mobili, Vodafone e Telecom Italia.

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