Hp rinnova i pc server di fascia media

Per Hewlett-Packard i NetServer Lh3 non sono solamente nuovi sistemi di fascia dipartimentale, ma rappresentano il segno di come "si stia aprendo un nuovo ciclo di prodotti di area server che vanno oltre il semplice fatto di montare processori Pen

Per Hewlett-Packard i NetServer Lh3 non sono solamente nuovi sistemi di
fascia dipartimentale, ma rappresentano il segno di come "si stia
aprendo un nuovo ciclo di prodotti di area server che vanno oltre il
semplice fatto di montare processori Pentium II"
come ha dichiarato
ieri il responsabile della società, Roberto Uboldi. In effetti, gli Lh3
dispongono già ora di tutti i contenuti tecnologici che caratterizzeranno
l'offerta server basata sul processore a 64 bit Merced prossimo venturo. A
cominciare dal "banale" chassis. La scatola è frutto di un investimento in
ferro che Hp ha inteso fare pensando al futuro. In pratica, lo chassis dei
NetServer Lh3 non cambierà da qui a due anni e si presenterà pronto ad
accogliere le schede madri per la Cpu Deschutes, il Pentium II con slot II,
creata da Intel per scalare verso l'elaborazione a quattro vie. Come si sa,
queste schede saranno più grandi di quelle attuali per i PII a 350 e 400
MHz. Hp, quindi, intende già ora mettere in mano agli utenti
dipartimentali, strumenti in grado di adattarsi con semplicità ai nuovi
processori, quando questi saranno disponibili. Al momento giusto, sarà
sufficiente togliere la scheda madre a due vie dei NetServer Lh3, mettere
quella a quattro vie di Deschutes, aggiungere un alimentatore e un set di
ventole. L'ultimo nato in casa Hp, quindi, si presenta come una piattaforma
ridondante ed espandibile su tutti i fronti. A partire dallo storage
(ospita fino a 12 dischi hot-swap) per passare alla scheda di rete,
sostituibile, all'alimentazione (fino a 3 power supply) e all'areazione
(fornita da due moduli di ventole). La macchina viene destinata ad imprese
di qualsiasi dimensione, purché orientate su scala dipartimentale, e
promette di prendere in carico almeno duecento utenti. Tutti suoi
componenti, peraltro, sono già orientati su livelli di performance che, in
Hp, definiscono il "server dei sogni": ovvero, modularità, I/O intelligent
e
(quello garantito dalla tecnologia I20) e self-healing. Quest'ultima è una
tecnologia che consente al server di "ripararsi da solo". Basata su un
substrato tecnico chiamato Impi (Intelligent Platform Management
Interface), l'autoriparazione del server si traduce non solo in una
continua verifica del proprio stato di salute, ma anche in elementi pratici
come un allarme inviato dal server stesso sul pager dell'amministratore di
sistema per avvertirlo di inconvenienti o di operazioni portate a termine,
o come la TopTools Remote Control Card. Quest'ultima è una soluzione di
auto-controllo del server basata su una scheda che, tra l'altro, possiede
un chip sul quale risiede un Web server, tramite il quale l'amministratore,
da remoto, può intervenire sul server (anche in stato di down) via browser
.
I NetServer Lh3 vengono proposti da Hp a un prezzo di partenza di 12
milioni e mezzo di lire e si pongono in diretta concorrenza con i NetFinity
5500 di Ibm.

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