Google Cloud Platform guarda al mondo Microsoft

C’è una spinta sempre più convinta verso il mondo enterprise negli ultimi annunci rilasciati da Google per la sua Cloud Platform.

Nei giorni scorsi la società ha lanciato in beta in alcuni Paesi, tra i quali è compresa anche l’Italia, un nuovo servizio di key management che consente la creazione, l’utilizzo, la rotazione e la distruzione di chiavi di cifratura in cloud.
Si chiama Cloud Key Management Service (Cloud KMS) e sposta in cloud una serie di attività tradizionalmente svolte on premise.
Non si tratta di una novità assoluta, dal momento che sia AWS sia Azure da tempo offrono la stessa possibilità con AWS Key Management e Azure Key Vault, ma si tratta comunque di un servizio importante per alcune realtà del mondo bancario o sanitario.
Il servizio, che riduce la latenza nelle attività connesse alla gestione delle chiavi, è facilmente scalabile ed è in grado di gestire centinaia di milioni di chiavi: la tariffazione viene calcolata in base al numero di chiavi (0,06 dollari per chiave attiva al mese) e al numero di utilizzi (0,03 dollari per chiave per 10.000 operazioni).

Le Windows Virtual Machine su Google Cloud Platform

Il secondo annuncio, di ieri, guarda invece a tutte quelle realtà aziendali nelle quali le tecnologie Microsoft sono una componente importante dell’infrastruttura aziendale.
In particolare, Google ha lanciato nuove Windows Virtual Machine sulla sua Cloud Platform, consentendo dunque di far girare server Windows e tool di classe enterprise sulla sua piattaforma.

Concretamente, Google Cloud Platform supporta Microsoft SQL Server Enterprise e Windows Server Core; sono stati inoltre annunciate support per SQL Server AlwaysOn Availability Groups e per gli snapshot persistent disk integrati con Volume Shadow Copy Service (VSS) su Windows Server.

Non è ancora tutto.
Tutte le immagini Windows Server di Google ora sono abilitate con Windows Remote Management support, incluse le immagini Windows Server Core 2016 e 2012 R2.

Dal punto di vista degli utenti, le novità annunciate da Google implicano la possibilità di continuare a lavorare con i prodotti e le piattaforme Windows, senza essere “obbligati” a restare con Microsoft anche in cloud.
“L’idea – avrebbe dichiarato alla stampa americana un responsabile del progetto Google Cloud – è quella di offrire ai nostri clienti un luogo dove tenere i loro dati. Se sono in SQL Server e lì vogliono tenerli, noi li supportiamo”.

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