Google chiude Wave e le ricerche sulle rinnovabili

Nuovo ridimensionamento nei servizi del colosso di Mountain View. Gli interventi diverranno effettivi sia con effetto immediato, sia dalla prossima primavera.

Continua la fase di riorganizzazione e rifocalizzazione per Google, che per la terza volta in pochi mesi ha deciso di chiudere una serie di progetti considerati non affini al suo core business, o non funzionali ai suoi sviluppi futuri.
Le pulizie di primavera, come la società stessa le definisce sul suo blog ufficiale  avranno in qualche caso effetto pressoché immediato, in qualche altro caso diverranno effettive nei prossimi mesi.

Chiude, tanto per cominciare, il capitolo energie rinnovabili.
Google ha deciso infatti di sospendere l’iniziativa Renewable Energy Cheaper Than Coal (RE<C), ”Altre istituzioni sono al momento meglio posizionate di noi per portare la ricerca al livello successivo”, si legge sulla nota ufficiale. Così Google ha deciso di rendere pubblici i risultati delle ricerche fin qui condotti e ha chiuso il gruppo di lavoro. Il suo impegno resta quello dell’utilizzatore, con investimenti per oltre 850 milioni di dollari in tecnologie rinnovabili destinate ai suoi data center.

A partire dal 19 dicembre chiude Google Bookmarks, la funzionalità sviluppata per consentire la condivisione dei bookmark tra gruppi di amici, mentre dal mese di marzo del prossimo anno si mette la parola fine a Friend Connect, lo strumento che consente ai Web master di integrare funzionalità social nei loro siti. La scelta, in questo caso, punta a favorire Google+: l’alternativa è rappresentata infatti dall’integrazione di badge Google+ nei siti sviluppati.

Nel mese di dicembre diverranno effettivi i cambiamenti annunciati per Google Gears, mentre viene disabilitata Search Timeline, la funzione che consentiva la visualizzazione in forma grafica dei risultati di una query. Gli utenti potranno restringere i risultati di una ricerca utilizzando i tool di “refinement” delle ricerche, integrati nella barra sinistra della pagina di lavoro.

E poi c’è Google Wave.
Che non ci sarebbero stati ulteriori sviluppi su Wave è cosa che Google aveva annunciato oltre un anno fa.
Dal 31 gennaio del prossimo anno, però, Wave verrà portato in modalità di sola lettura, per poi chiudere definitivamente il servizio a fine aprile. È prevista la possibilità di esportare le Wave già create in Pdf, naturalmente fino al momento dello spegnimento definitivo.

Ultima “vittima” di quest’onda razionalizzatrice è Knol, un progetto in stile Wikipedia lanciato nel 2007 e indirizzato agli sviluppatori di contenuti per il Web. Ora gli sforzi si sono orientati verso Annotum, sviluppato in collaborazione con Solvitor e Crowd Favorite, e Knol dovrebbe chiudere progressivamente a partire dalla prossima primavera. Anche in questo caso, i contenuti già pubblicati saranno esportabili verso WordPress.

Per analisti e commentatori, molti degli interventi annunciati erano attesi.
Nondimeno qualcuno sottolinea la necessità di una maggiore prudenza da parte di Google, in futuro, nel dar vita a nuovi servizi: un’analisi sulla loro possibile durata nel tempo consentirebbe interventi di razionalizzazione a monte.

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