Google Apps Marketplace: un ponte tra Pmi e sviluppatori

A colloquio con Gabriele Carzaniga, Sales Engineer Manager Sud Europa Divisione Enterprise di Google, a pochi giorni dal varo dello store per le applicazioni enterprise. Un’opportunità per partner e piccole imprese.

A pochi giorni dal varo ufficiale di Google Marketplace, 01net.it ha chiesto a Gabriele Carzaniga, Sales Engineer Manager Sud Europa Divisione Enterprise di Google, di fare il punto sull'iniziativa e come questa coinvolga da un lato le piccole e medie imprese, dall'altro le comunità degli sviluppatori.

"Da tempo ormai Google sta costrunedo una piattaforma di delivery di applicazioni, concentrandosi, come è logico sia, sulle applicazioni più diffuse, quelle che rappresentano una commodity".
 In altre parole, l'attenzione di Google si è focalizzata soprattutto su quelle applicazioni che possono essere utilizzate da milioni di utenti e che dunque giustificano investimenti e costi di manutenzione.

"Così facendo - prosegue Carzaniga - restano però scoperte alcune aree più locali , nelle quali rientrano applicazioni verticali, le personalizzazioni, le soluzioni ad hoc che rispondono alle legislazioni locali".

Ed è qui che entrano in gioco gli sviluppatori.
"Il primo step è stato quello di rendere disponibile il Google Application Engine, vale a dire una piattaforma integrata, sulla quale far girare le applicazioni specifiche. Il secondo step ci ha visto dar vita a un minisito, sul quale presentare le applicazioni disponibili, dedicate al provisioning, al management, alla gestione del workflow. E ora è arrivato il momento del Marketplace, che automatizza e scala il meccanismo di delivery delle Apps".

Nella visione di Google, il Marketplace è il punto di incontro tra piccole e medie imprese e sviluppatori. La sua stessa concezione è ideale per realtà di piccole dimensioni, che non hanno tempo e risorse per passare attraverso processi di acquisto complessi e onerosi. 
"Un acquisto in quattro click è il modello che ritrovano sul nostro Marketplace - spiega ancora Carzaniga -. Una soluzione standard. Le imprese di più grandi dimensioni hanno bisogno di  personalizzazioni, deployment personalizzati, formule di acquisto ad hoc".

Allo sviluppatore Google lascia massima libertà di azione in termini di pricing e di modelli di vendita.
"Chiediamo una quota di 100 dollari per la registrazione e la preview dell'applicazione, che verifichiamo direttamente al nostro interno. Lo sviluppatore, che sia un singolo operatore o un grande Isv, ha invece non solo la libertà di scegliere il modello commerciale che preferisce, ma anche la responsabilità di curare l'aggiornamento e tutte le eventuali implementazioni successive della sua applicazione".

Il modello previsto da Google lascia allo sviluppatore la libertà di creare business aggiuntivo con le Pmi e a queste la possibilità di richiedere soluzioni più adatte alle loro specifiche esigenze.
"Lo sviluppatore può ad esempio presentare la sua applicazione sul Marketplace, promuovendone nel contempo sul proprio sito la personalizzazione per gli utenti che la richiedono".

Così come non impone alcun modello di business per la vendita di applicazioni, Google non sollecita lo sviluppo di soluzioni specifiche, "anche se di certo troviamo particolarmente interessante tutto il fronte dei tool che completano la nostra piattaforma e la rendono interoperabile con le piattaforme on premise".

A disposizione degli sviluppatori, tutorial, un Google Apps Script Blog, l'Engine e l'Sdk, Google Groups, oltre alle Developers' Conferences organizzate periodicamente nei diversi Paesi.

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