Gli italiani & l’hi-tech, passione e imbarazzo

Ricerca europea di AMD: gli utenti del Bel Paese temono di fare gaffe. Ma nessuno è disposto a rinunciare al PC

L’hi-tech come grande integratore affettivo? Pare proprio di sì.
I dati emergono da una ricerca commissionata da AMD su come la
tecnologia modifichi il modo di socializzare fra le persone.

Ebbene: se prima si pensava al computer come a un dispositivo che allontanava
e isolava le persone (si pensi anche alle forte resistenze sull’adozione
del telelavoro), ora le considerazioni si ribaltano.

Il PC viene sempre più usato per relazionarsi, per incontrarsi, per
“emozionarsi”. Si sta profilando una nuova forma di condivisione,
che vede famiglie e amici sempre meno davanti alla televisione e sempre più
occupati a scaricare e condividere musica, video, clip e immagini.

La ricerca, commissionata da AMD alla società inglese Benchmark Research,
ha coinvolto 516 persone in cinque paesi europei (Francia,
Germania, Gran Bretagna, Italia e Svezia). Questi utenti possiedono un PC e
lo usano regolarmente per scaricare o vedere contenuti digitali di vario tipo:
film, videoclip, musica, fotografie, programmi TV.

In particolare, il PC/notebook viene usato a casa per la raccolta
delle informazioni (81%), lo shopping (78%), la creazione e il download di musica
(62%) o di video clip (47%) e il gioco d’azzardo on line (18%). Da questa
classifica sono stati esclusi i videogame.

A proposito dei contenuti multimediali, è interessante il fatto che
per oltre il 60% degli intervistati inviare fotografie è motivo
d’orgoglio
. Con delle sfumature degne di nota: il 67% degli italiani,
per esempio si preoccupa di come la foto verrà vista e giudicata dal
ricevente (contro una media europea del 44%; gli svedesi non si preoccupano
minimamente nel 75% dei casi).

Di più: la stragrande maggioranza degli italiani (82%) troverebbe utile
un “bon-ton digitale” che aiuti a condividere i
contenuti digitali in modo più “corretto”. Il giudizio degli
altri, insomma, è sempre in agguato.

Gli italiani, poi, non sono in generale degli “early adopter”,
utenti alla ricerca dell’ultima tecnologia performante: solo il
25% è infastidito dai tempi d’attesa di elaborazione
del
PC (contro il 58% degli inglesi e il 60% degli svedesi). E solo il 25% degli
italiani è convinto di poter fare più cose in un giorno se avesse
più potenza a disposizione.

Dalla ricerca emerge invece che gli italiani vogliono utilizzare meglio
la tecnologia che hanno già
: questa affermazione è vera
nel 51% dei casi, un valore che va confrontato con il 40% dei francesi, il 39%
degli inglesi e il 24% dei tedeschi.

Nessuno (o quasi, solo l’1% a livello europeo) è disposto a rinunciare
al PC. Sull’altare gli italiani sono disposti sacrificare il palmare (53%)
o la linea telefonica (33%). Ma non toccate il cellulare (1%) o la fotocamera
digitale (nessun italiano sarebbe disposto a rinunciarvi).

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