G Data:il cybercrime va oltre il phishing

Malware, pharming e trojan per nuovi modelli di business.

La chiama Cybercrime Generation, G Data e con questa definizione la società tedesca specializzata nella sicurezza intende criminali informatici attivi ormai da molti anni, le cui attività, ogni anno, causano danni per miliardi di euro grazie al furto, alla vendita e all’abuso di dati rubati.
Ma non di solo phishing si tratta.

Secondo la società, pharming e crimeware sono oggi alternative di successo, in grado di garantire massimo profitto.
I dati personali possono essere tanto redditizi quanto quelli bancari e proprio sulla compravendita di dati personali i cybercriminali costruiscono oggi i loro modelli di business.

”Non c’è virtualmente nessuna applicazione che non possa essere utilizzata e trasformata in denaro sonante. – sostiene G Data - I prezzi sono estremamente variabili e dipendono più che altro dalla qualità dei dati. I pacchetti che contengono centinaia di Mbyte di dati misti, non filtrati o classificati, per esempio, possono essere acquistati per circa 60 euro al mercato nero. Tra questi si possono trovare dati degli account e-mail, dettagli sui pagamenti tramite Paypal o informazioni sull’online banking”.

Le tecniche per entrare in possesso di questi dati superano oggi le tradizionali mail di phishing: dirottare gli utenti su pagine web fasulle penetrando nei server DNS o utilizzando speciale malware su computer infetti è uno dei sistemi più frequentemente utilizzati. Per non parlare dei Trojan “usa e getta”, pensati per essere utilizzati una volta sola e poi autodistruggersi dopo aver trasmesso con successo i dati rubati, oppure ancora dei malware, come Bancos o Nurech, in grado di manipolare il contenuto dei siti digitati ed inserire i propri campi di richiesta dati se non addirittura intere pagine web.

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