Frenata delle inserzioni su carta nel 3° trimestre. Va meglio su Internet

Nell’ultimo rilevamento si è registrato un brusco calo della domanda sui quotidiani di figure dell’Ict, confermando un trend al ribasso, acuito dai recenti avvenimenti di New York. Il monitoraggio online, effettuato da Jobpilot, evidenzia una diminuzione più contenuta.

La crisi si era già delineata all’inizio dell’estate e i successivi eventi internazionali non hanno fatto altro che aggravare una situazione abbastanza compromessa. I tragici fatti di New York si sono verificati in un momento delicato in termini di stagionalità occupazionale: settembre è, infatti, uno dei mesi più importanti e trainanti del settore. I risultati di luglio e della prima metà di settembre, erano già negativi, o comunque non tali da rendere meno profondo il tonfo di questa estate, per cui il quadro generale relativo alla situazione occupazionale, resta comunque indiscutibilmente negativo.


È, tuttavia, importante, anche se estremamente difficile, tentare di differenziare il giudizio sui risultati rilevati, rapportandoli a prima e dopo il succedersi degli eventi, che hanno scosso il mondo. Tutto sommato luglio era già stato molto tiepido in termini di inserzioni pubblicate, anche perché molte aziende hanno scelto di anticipare la chiusura estiva dalla tradizionale prima settimana di agosto all’ultima di luglio.


E veniamo a settembre. Non è che la riapertura autunnale abbia, come di consueto, coinciso con la ripresa del mercato del lavoro: la prima decade di settembre non ha brillato per numero di inserzioni pubblicate, per cui è molto difficile giudicare se questa relativa contrazione iniziale delle richieste si sarebbe poi trasformata in una ipotetica ripresa, o se la stasi sarebbe continuata e quindi stabilizzata. Una cosa però è certa: dall’11 settembre in poi il mercato del lavoro ha risentito pesantemente di tutto quanto è successo e, allo stato attuale delle cose, è praticamente impossibile azzardare la benché minima previsione.


Ovviamente anche nel mondo informatico, l’atmosfera non è delle migliori, vuoi per la situazione generale, vuoi per alcuni problemi, che iniziano a serpeggiare anche nel nostro settore. Qualche crepa comincia a minare la solidità di una domanda, finora in costante crescita: crisi americana, fusioni con conseguenti riduzioni degli organici, contrazione degli investimenti informatici, estrema prudenza nel prevedere sviluppi futuri, clima di grande incertezza, in attesa di eventi che aiutino a capire dove si sta andando, sono soltanto alcuni degli elementi più importanti, che generano non poche preoccupazioni.


L’analisi dei dati (rilevati dalle inserzioni dei maggiori quotidiani e su Linea Edp) non lascia molto spazio alle diverse interpretazioni, in quanto i risultati si commentano praticamente da soli.


I responsabili dei sistemi informativi restano sullo stesso livello dello scorso trimestre e, fra tutti, sono quelli che si salvano dal disastro generale. Lo stesso non si può dire per i sistemisti, il cui crollo non richiede alcun commento né alcuna valutazione. Meno evidente, ma pur sempre negativo, il trend dei capi progetto, che già in primavera avevano dato segni di forte recessione.


Ovviamente il "colpo mortale" alle inserzioni è venuto dagli analisti/programmatori e dai programmatori, caduti a precipizio su livelli, che, per fortuna, non si registravano oramai da anni. Sono queste, infatti, le due posizioni, che costituiscono una significativa parte dell’intera "forza lavoro" informatica ed entrambe hanno subìto un vero e proprio tracollo. Meno eclatante, ma soprattutto a causa dei volumi assai più ridotti, la contrazione degli specialisti. Più o meno, le richieste di luglio-settembre si sono ridotte a un terzo rispetto a quelle del trimestre precedente, con uno "zero" (il primo in assoluto di quest’anno) registrato dagli specialisti hardware/software. Anche qui pochi i commenti possibili: nessuna di queste nicchie di mercato appare oggettivamente in crisi, ma non ci sono dubbi che una contrazione in termini di turnover si registra anche in quelle aree, dove la specializzazione avrebbe dovuto costituire un elemento assai importante a sostegno del trend di mercato. Del tutto simili le considerazioni, che si possono fare sui progettisti elettronici e sui tecnici di manutenzione, mentre i risultati conseguiti da agenti e funzionari commerciali vanno ulteriormente a indebolire un’area già molto pesante e non particolarmente favorita nelle previsioni di una possibile ripresa.


Infine, a conferma di quanto il crollo sia "globalizzato", va segnalata la forte riduzione delle inserzioni riguardanti le posizioni "varie", oramai lontane dagli "splendori" dello scorso anno.

Il monitoraggio online


Fin qui la parte relativa al canale "cartaceo" delle inserzioni. Ma da questo trimestre, grazie alla collaborazione con Jobpilot, siamo in grado di offrire ai nostri lettori una panoramica molto più ampia, che comprende anche le inserzioni pubblicate via Internet, canale sempre più importante per valutare l’effettiva potenzialità del mercato.


Purtroppo questo accordo di collaborazione è iniziato solo di recente, quindi, per questo trimestre, non abbiamo dati storici di raffronto né di periodo, né con gli anni precedenti. Tuttavia, possiamo comunque fare alcune valutazioni, a integrazione e completamento delle considerazioni fatte per le inserzioni tradizionali.


Innanzitutto i "numeri" parlano chiaro: se "crisi" c’è, il canale Internet ha certamente reagito meglio. Infatti, pur se in maniera minore rispetto a quanto previsto, le inserzioni relative a luglio e settembre sono nel loro complesso cresciute rispetto allo stesso periodo delle scorso anno, ma sono calate rispetto al trimestre precedente, a conferma che non si tratta di crisi, ma di rallentamento. Infatti, anche se gli indici di ambedue i canali sono orientati verso il basso, è l’entità di questo calo a fare la differenza. Pur dando per acquisita la fine del boom, secondo Jobpilot un fattore molto importante riguarda il sostanziale spostamento nei termini della ricerca, che è passata da un forte impatto quantitativo a uno più qualitativo. Ciò è dovuto sia a una più accentuata politica dei "pochi ma buoni", tendente quindi a contenere le risorse, sia a un più basso turnover, che, qualificando il personale, ne ha stabilizzato la permanenza in azienda. Ma oltre a queste considerazioni di carattere generale, sono interessanti i confronti relativi ad alcune aree professionali. Il primo riguarda gli analisti/programmatori e i programmatori, ovvero quelli che fanno "i volumi" del mercato e che, almeno in termini assoluti, su Internet hanno "tenuto", facendo registrare livelli ancora più che accettabili, soprattutto se confrontati con quelli relativi ai quotidiani: il che non significa che le cose vadano bene, ma che le previsioni per il futuro potrebbero essere forse un po’ meno "cupe". Il secondo aspetto riguarda le figure professionali relative agli specialisti. Anche qui, stando alle rilevazioni Jobpilot, il mercato è ancora abbastanza attivo e ha fatto registrare un discreto movimento, soprattutto nell’area Internet, reti e Tlc. Certo, per queste posizioni il canale è estremamente importante, e, anche se la tendenza generale dovesse rivelarsi negativa, la possibile contrazione dovrebbe rivelarsi comunque meno traumatica, rispetto a quanto è avvenuto per le inserzioni "via carta". E infine l’area commerciale, motore assai importante per il settore informatico. Se sui quotidiani le richieste da sei mesi languono, via Internet le cose vanno "meno male", nel senso che, anche se i volumi non sono più quelli dell’inverno e della primavera scorsi, qualche segnale di vitalità c’è ancora e la speranza è che non si spenga del tutto in tempi brevi.

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