Facebook-WhatsApp: mossa difensiva o strategia di lungo termine?

Una supervalutazione, i 19 miliardi di dollari sul piatto per rilevare il servizio di messaggistica, che nasconde una scelta strategica determinante e guarda a un mercato che rischierebbe di sfuggire.

Al di là della mera cronaca, quella che abbiamo riferito poche ore fa con l’annuncio della acquisizione di Whatsapp da parte di Facebook, il punto cruciale è capire il perché di questa mossa.
E vista l’immediata reazione del titolo in Borsa (-5% gradualmente recuperato fino al -2,6 per cento) si intuisce che qualcosa non convince gli analisti.

Ad esempio la valutazione.
La questione è semplice.
WhatsApp conta oggi 450 milioni di utenti al mese, contro i 243 milioni di utenti misurati ad esempio su Twitter a inizio mese (Facebook ne conta 1,23 miliardi), ha una struttura composta da una cinquantina di persone e gestisce un traffico di messaggistica che in questo momento viene considerato pari all’intero traffico di Sms degli operatori Telco.
WhatsApp aggiunge 1 milione di nuovi utenti al giorno, supporta un traffico di 600 milioni di foto caricate quotidianamente e di 200 milioni di messaggi voce.
È dunque un business in piena espansione, che Facebook sembra intenzionata - per lo meno secondo quanto dichiara il suo Ceo Mark Zuckerberg - a mantenere separato esattamente come ha già fatto con Instagram.

Quella Instagram, di nuovo un business in piena espansione, che Facebook acquistò per 715 milioni di dollari.
Il punto cruciale sta proprio in quei 19 miliardi di dollari che Facebook è disposta a pagare.

È sufficiente la potenzialità di un servizio per stabilirne il valore?
Secondo Zuckerberg, WhatsApp ha tutti i numeri per raggiungere il miliardo di utenti.
Una dimensione più che mai strategica per un’azienda che si è posta l’obiettivo - così come dichiarato nel messaggio del decennale - di connettere sempre più persone in giro per il mondo.
Soprattutto in quella fascia di età considerata critica dagli analisti: i giovanissimi.

Sono i teens che hanno perso l’attrazione per Facebook e che in massa si sono rivolti a un servizio che, per volere del suo fondatore Jan Koum, preferisce strutturarsi su un modello di sottoscrizione con una fee annuale minima piuttosto che inserire messaggi pubblicitari.
Ed è sui teens che Facebook ha necessità di costruire la crescita della sua base utenti.
E 19 miliardi di dollari sono il prezzo che la società è disposta a pagare per acquisire utenti e, soprattutto, per non perderne.

19 miliardi di dollari, secondo Bloomberg valgono esattamente 19 volte le vendite stimate di WhatsApp (un miliardo di utenti per poco meno di 1 dollaro l’anno di sottoscrizione, il conto è presto fatto) ed è per questo che l’unico modo di leggere l’operazione è quello di considerarla da un lato un investimento a lungo termine e nel contempo una mossa difensiva rispetto a una curva di crescita (quella degli utenti Facebook) non più entusiasmante come un tempo.

Del resto, il tentativo di portarsi a casa gli asset di Snapchat, qualche settimana fa, andava in questa stessa direzione.
Resta da capire come Facebook sarà capace di tradurre in valore per sé la numerosità dei suoi utenti.

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