Europa: l’accessibilità innanzi tutto

Siglato a Riga un accordo a 35 per un piano di azione mirato a un “Internet per tutti”. Banda larga e accessibiltià tra le priorità.

I 25 Paesi della Commissione Europea e 9 Paesi entranti hanno firmato
nella giornata di ieri a Riga un accordo in base al quale l'accessibilità dei
siti Web diventa obbligatoria per lo meno nelle attività di e-procurement e di
comunicazione con gli enti governativi.

In realtà l'obbligatorietà fa parte di un piano d'azione molto più ampio, che punta al raggiungimento di un “Internet per tutti” che consenta l'accesso Web anche alle comunità più svantaggiate.
Il piano ha come obiettivi
la copertura con la banda larga del 90% del territorio europeo entro il 2010,
con interventi mirati sulle aree rurali attualmente particolarmente
svantaggiate.


Quanto all'accessibilità dei siti per
i portatori di svantaggio, la mandatorietà nasce da un'attenta osservazione
dello stato di fatto: nel Regno Unito, tanto per fare un esempio, al momento
l'81% dei siti web risulta inaccessibile ai disabili, mentre a livello europeo,
solo il 3% dei siti del settore pubblico risponde alle linee guida del W3c.

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