Emc si apre alla gestione dei data center e strizza l’occhio alle Pmi

La società amplia le funzionalità del suo framework di gestione dello storage ControlCenter, nell’ottica di fornire funzionalità avanzate di automanagement delle risorse in ambienti multipiattaforma. Sviluppata con Microsoft un’appliance Nas entry level, basata su Windows.

 


Emc tenta di scrollarsi di dosso l'eredità ingombrante del passato. Lo specialista di storage di fascia enterprise ha già da tempo dichiarato la sua ferma intenzione di creare soluzioni "tarate" su misura per le imprese di dimensioni più piccole. Oggi rafforza questo impegno, mostrando di aver compreso appieno la necessità di offrire il supporto a un’ampia gamma di ambienti operativi. È pur vero che il peso sul fatturato dell’hardware che supporta gli Os proprietari è ancora rilevante (stimabile in un rapporto 2:1 rispetto a quello basato su ambienti operativi di terze parti), ma la tendenza in atto, assicurano i vertici della casa, privilegerà il progressivo assottigliamento di questo gap.


"Fino a due anni fa eravamo focalizzati solo sulla fascia enterprise - ha chiarito Joe Tucci, Chief executive officer di Emc -, sulla base del principio che una sola offerta completa fosse in grado di soddisfare le esigenze più disparate. Oggi abbiamo capito che questo non è più vero e, forti di alcune partnership e di tecnologie ad hoc, indirizziamo anche la fascia media e medio-bassa del mercato". Ai tradizionali array di dischi high end Symmetrix, quindi, la società già da tempo ha affiancato un’offerta Nas (composta dalle famiglie Clariion, Celerra e dai sistemi di Content address storage Centera) che veicola attraverso i partner commerciali, primo fra tutti Dell.

La rete diventa "intelligente"


L’idea, peraltro non del tutto nuova, è di prendere in carico l’intera gestione del ciclo di vita del dato, facendo leva sulle nuove tecnologie che permetteranno di trasferire "intelligenza" alla rete. Ecco allora che, se oggi il tutto si riduce a una gestione degli ambienti San eterogenei e dei volumi, o alla riallocazione delle risorse all’interno della Storage area network sulla base di policy predefinite, già dal prossimo anno l’idea è di riuscire a fornire servizi di gestione proattiva dello storage. Questo dovrebbe avvenire trasferendo sugli switch di ultima generazione funzionalità fabric based di riallocazione dinamica degli asset e gestione automatizzata delle applicazioni, indipendentemente dalla loro collocazione all’interno della rete.


A questo scopo, Emc ha anche ampliato i termini di una collaborazione che la lega da tempo a Cisco. L’idea è di riuscire a offrire, già a partire dai prossimi mesi, funzionalità di sicurezza avanzata, diagnostica e troubleshooting alle reti San, con l’idea di arrivare a dotare la rete storage di capacità di gestione automatizzata delle risorse di virtualizzazione. Con lo stesso obiettivo è stata anche rivista l’infrastruttura gestionale ControlCenter, ampliata con le funzionalità di monitoraggio in remoto e reportistica online delle performance dei data center garantite dal nuovo servizio AutoAdvice. Si tratta di un sistema che gira sull’installato dell’utente, continuando a registrare i dati relativi alle performance del sistema. I dati sono poi ritrasmessi alla centrale di controllo di Emc, dove vengono processati per generare report che permettono di fare comparazioni e riadattare dinamicamente la struttura di una server farm all’interno della quale siano garantite funzionalità di replica e recovery dei dati. L’idea è di muoversi sempre più verso il supporto di ambienti di memorizzazione eterogenei, con l’obiettivo di far evolvere le reti San verso nuove capacità di autogestione e autoconfigurazione delle risorse e arrivando a investire anche il managing dell’infrastruttura It.

Non si può far tutto da soli


Ma per far questo risulta fondamentale il contributo offerto dai partner tecnologici. Tra i più rilevanti, quello di Microsoft. Le due si sono impegnate a lavorare congiuntamente per definire best practice e certificare le implementazioni di soluzioni di gestione dello storage, in ambienti multipiattaforma, basate sugli standard emergenti come Smi (Storage management initiative). Emc, inoltre, e questo è uno degli aspetti più interessanti dell’accordo, utilizzerà il sistema operativo Windows come "cuore" della nuova famiglia di appliance NetWin, della quale è già stato presentato il modello 200, disponibile nel terzo trimestre. Si tratta di un sistema Nas entry level, che combina l’hardware Clariion (oggi basato sull’Os proprietario Dart) di Emc con il software Windows Powered Nas di Microsoft. L’appliance sarà gestibile sia sotto Windows che attraverso il framework di gestione dello storage ControlCenter. Ma Emc sta lavorando anche a stretto contatto con Oracle, con l’obiettivo di favorire l’installazione del database 9i sui propri dispositivi Nas. E si tratta di una mossa che alcuni ritengono azzardata, visto che la maggior parte dei database gira su server e non su device Nas. Staremo a vedere.

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