Neurochirurgia con elettrodi polimerici

Chiunque considera la neurochirurgia come un campo che richiede estrema precisione, ma uno dei sistemi che viene più comunemente usato per definire su quali aree del cervello intervenire e su quali no in realtà non è migliorato in maniera rilevante negli ultimi vent’anni.

È la griglia in plastica o silicone che contiene una matrice di elettrodi e che viene applicata direttamente sulla superficie cerebrale per distinguere, valutando l’attività elettrica dei gruppi di neuroni sottostanti, le aree danneggiate del cervello da quelle funzionali, che ovviamente non vanno toccate.

Questa griglia, ampiamente diffusa in neurochirurgia, ha due limiti (lo spessore e la densità degli elettrodi) che un progetto di ricerca portato avanti dalla University of California San Diego e dal Massachusetts General Hospital ha cercato di eliminare.

Lo scopo era realizzare un sistema alternativo che desse una quantità di informazioni maggiore e fosse più comodo da usare, permettendo di conseguenza operazioni più precise e più sicure.

Il risultato è una nuova griglia di elettrodi che è più sottile (6 micron contro alcuni millimetri) e può quindi adattarsi meglio alle circonvoluzioni del cervello.

La griglia è anche molto più densa: la distanza fra gli elettrodi è 25 volte inferiore a quella tradizionale. Per ottenere questa densità si sono dovuti abbandonare i classici elettrodi metallici: per rendere la matrice più fitta gli elettrodi devono infatti essere molto più piccoli e quelli metallici oltre una certa dimensione non producono più rilevazioni affidabili. I nuovi elettrodi sono costituiti da un polimero conduttivo.

I test portati avanti con i dipartimenti di neurochirurgia di diversi ospedali americani hanno dimostrato che la nuova griglia polimerica è funzionale almeno quanto quelle tradizionali e mostra anzi un vantaggio in termini di risoluzione delle rilevazioni e disturbo nei segnali elettrici rilevati. I test sono stati condotti su pazienti sia svegli sia in stato di incoscienza, sia durante un’operazione sia in più semplici analisi cognitive.

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