eBook: quando la storia non insegna

Sarà il Natale degli e-reader, ma gli editori italiani non si preparano. E lasciano spazio alla pirateria.

Sarà il Natale degli ebook? Mah vista la scarsa propensione italica alla lettura pare difficile, eppure i segnali indicano una grande attenzione a Kindle e compagnia varia.

Mediaworld ha introdotto qualche modello sul suo sito e li ha piazzati all’entrata dei suoi punti vendita, e sui giornali fioccano le recensioni sull’oggettino di Amazon.

Si passa dalla critica più ricorrente, manca il touch (mancanza grave), ad altre molto più bizzarre, non si riesce a sottolineare i testi (non è vero si può) oppure si legge male con luce fioca, come se i libri di carta brillassero di luce propria.

Roba che fa rivalutare la battuta di un amico che mi ha sfidato a imbiancare la casa e a mettere per terra un po’ di Kindle al posto dei classici giornali.

Battute a parte, in tutto questo can-can, con voci di prossime novità in arrivo, brillano per silenzio gli editori.

E’ vero che, come ha affermato Mauro Zerbini, ad di Internet bookshop, gli editori sono rimasti scottati dal ciclone Google tanto che quando sentono parlare di digitale si agitano, però la loro lentezza nel fronteggiare l’ebook rischia di lasciare molto spazio alla pirateria.

Oggi, infatti, in Italia manca l’offerta di libri elettronici. Il Mulino ne vende qualcuno sul suo sito allo stesso prezzo di quelli di carta, mentre anche Mondadori ha iniziato a vendere qualcosa.

In rete, però, inizia a essere presente una certa offerta di libri che può intercettare un pubblico deluso dalla mancanza di offerta legale.
Gli editori devono capire che se non vanno in rete con prodotti e prezzi adeguati (non possiamo pagare i costi di carta, stampa e distribuzione anche per un libro elettronico) qualcuno lo farà per loro anche se in maniera illegale.

La storia della musica non ha insegnato niente?

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