ebook, bene, ma non in Italia

Le analisi presentate questa mattina nel corso di Editech 2009 sui mercati statunitense e italiano dell’editoria elettronica.

Un fenomeno ancora marginale, per il quale si attendono però sviluppi interessanti e anche soprendenti nel medio termine.
I libri elettronici sembrano giungere finalmente a una svolta importante, dopo anni di grandi aspettative e mancate promesse.
In questo momento, secondo Michael Healy del Book Industry Study Group, intervenuto questa mattina a Milano alla giornata di  studio e approfondimento sul mercato dell'editoria elettronica, sul mercato americano il libro elettronico pesa per circa il 2% del  giro d'affari complessivo del comparto editoriale.

Un 2% che vale comunque 793 milioni di dollari, ai quali va sommato circa 1 miliardo di dollari per gli audiolibri.
Interessante, però, è il dato tendenziale.
Secondo l'analisi presentata, sempre questa mattina da Michael Smith, executive director dell'International Digital Publishing Forum, nell''ultimo trimestre dello scorso anno gli ebook negli Stati Uniti hanno generato un giro d'affari all'ingrosso di 16,8 milioni di dollari, saliti a 25,8 milioni nel primo quarter del nuovo anno. Nel solo mese di aprile si parla, sempre relativamente ai valori all'ingrosso, di un giro d'affari di 12,1 miliardi, in crescita del 228% rispetto al mese di aprile dell'anno precedente.

E' difficile comparare i dati americani con il mercato italiano, per evidenti problemi di dimensioni e maturità. Tuttavia, come ha precisato in un suo intervento Gliulio Lattanzi, amministratore delegato di Rcs Libri, il contesto e lo scenario sono simili oggi su tutti i mercati. Simili sono dunque anche le prospettive.
Ciò non toglie che in questo momento, secondo i dati diffusi dall’Ufficio studi dell’Aie (Associazione Italiana Editori) il mercato degli audiolibri e dell’ebook congiunti non pesano oltre lo 0,03% del mercato complessivo del libro.

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