eBook: 150 giorni per un mondo in evoluzione

Il primo semestre di questo 2009 è ircco di novità, accordi e annunci per il mercato del libro elettronico. Segno di una evoluzione attesa e prossima a venire.

Probabilmente chiamarla rivoluzione è ancora un po’ prematuro. Di certo, però, i segnali che qualcosa di importante e significativo si sta muovendo sul mercato del libro elettronico sono sempre più evidenti.
Come se i player che di questo mercato già fan parte o vorrebbero comunque entrarci stessero preparando il terreno per l’evoluzione che sarà.

E per capire la portata dei cambiamenti in arrivo basterebbe dare un’occhiata a quanto è accaduto in questi ultimi cinque mesi, in termini di annunci, di accordi, di novità tecnologiche e di indirizzi strategici, a partire, magari, da quelle università statunitensi che hanno deciso, a partire dal prossimo anno accademico, di sostituire con i libri elettronici i tradizionali libri cartacei. Sperimentazioni, è vero, ma su scala abbastanza vasta da poter rappresentare banchi di prova interessanti.

A livello di tecnologie e prodotti, le novità più interessanti di questa prima metà d’anno sono targate Adobe, Amazon, Apple, Google e Sony, giusto per rispettare un rigoroso ordine alfabetico. Sono di febbraio e marzo, infatti, i lanci dei nuovi reader di Amazon, Kindle 2 e Kindle Dx, accompagnati dal rilascio della versione per iPhone del lettore, mentre in febbraio Adobe rilasciava la Sdk 9 del suo Reader Mobile. Nel contempo, Google e Sony siglavano una intesa di portata mondiale, in virtù della quale oltre 500.000 opere libere da diritto d’autore venivano rese disponibili per gli utenti Sony.

In questo contesto assume una certa rilevanza strategica anche l’apertura, nel mese di aprile, dello store online di BlackBerry, alla quale fa seguito, il 17 dello stesso mese, un importante impegno da parte di Random House, la più grande casa editrice di libri in lingua inglese: sarà la prima a proporre libri e dizionari sullo store di Research in Motion. Per un player che ancora pochi anni fa tuonava contro gli ebook e ne negava la possibilità di successo un grosso passo avanti.

Decisamente importante è anche l’accordo siglato il 5 marzo scorso, che porta Barnes & Noble, il più importante retailer americano nel settore librario, ad acquisire gli asset di Fictionwise, in questo caso il principale player statunitense nel settore degli ebook per 15,7 milioni di dollari. Lo scorso anno Fictionwise aveva venduto qualcosa come 1,5 milioni di libri in formato elettronico, ampliando la propria offerta dalla sola piattaforma eReader, acquisita nell’anno 2000, a nuovi formati, Symbian, iPhone, iPod e BlackBerry inclusi.

Non sta ferma neppure Penguin, che nel mese di aprile ha siglato un accordo per la distribuzione di eBook in lingua inglese su tutto il territorio cinese. Le prospettive, per lo meno in termini numerici, sono più che buone.
Senza dimenticare, poi, le iniziative di altri player del mondo dell’editoria inglese, americana e tedesca, tutte tese ad Integrare le offerte tradizionali con cataloghi quanto più ricchi e quanto più completi di libri in formato elettronico.

Anzi, di libri in formati elettronici. Perché la strada, in questo momento, tende a non trascurare alcuno standard, anche se sarà inevitabile la confluenza verso un formato unico o per lo meno compatibile. Epub, formato free e open, basato su Xml, che ridimensiona automaticamente il testo in base alle dimensioni del display sul quale viene visualizzato è quello sul quale si sono concentrati gran parte dei lavori di questi ultimi cinque mesi. Non a caso è oggi supportato da tutti i principali sviluppatori, da tutti i principali editori e da tutti i reader.
Senza dubbio, una candidatura de facto.

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