È il successo del Pentium 4 la causa dell’attuale shortage di chip

A sostenerlo è il country manager italiano di Intel Dario Bucci. Il quale ci ha detto che da quando il processore è stato riposizionato ed è stato messo in commercio il chipset 845 c’è stata una crescita inaspettata delle vendite

In Internet in questi giorni si susseguono con sempre più insistenza notizie
inerenti problemi causati da uno shortage dei Pentium 4. E a subirne le maggiori
conseguenze sembrerebbero essere i costruttori di mother board che, come nel
caso di Asustek Computer o Gigabyte Technology, avrebbero visto calare le
vendite di un 10-20%.


Data la crescente frequenza di questo tipo di informazioni ne abbiamo chiesto
il motivo a Dario Bucci, country manager di Intel Italia. In sintesi, la
risposta che abbiamo avuto è che la carenza dei processori è causata dal Pentium
4 stesso. «In pratica – ci ha detto Bucci – c’è stata una vera e
propria esplosione nelle vendite del chip che ha sconvolto tutti i forecast, sia
i nostri sia quelli dei nostri clienti, e ha portato a una certa sofferenza del
mercato
». Per questo motivo, pur avendo incrementato la produzione oltre il
regime preventivato, Intel non è riuscita e non riesce a far fronte alle
richieste, soprattutto per quanto riguarda il modello a 1,5 GHz, che sembra
davvero introvabile.


Come conseguenza, i principali costruttori di mother board hanno registrato
un certo calo nelle vendite, che per altro si mantengono comunque su ottimi
livelli: per esempio, per Asustek la crescita è del 51,7% mese su mese
(ottobre/settembre) e del 32% anno su anno.


Bucci ha usato le parole “prezzo magico” per spiegare cosa ha dato
origine al momento di euforia che si è creato attorno al Pentium 4. «Il
riposizionamento che abbiamo operato all’inizio di settembre
– ha precisato
Bucci – unitamente alla disponibilità del chipset 845 hanno fatto
letteralmente decollare le vendite del Pentium 4 perché l’insieme di questi due
fattori ha consentito di ottenere quel prezzo magico necessario a far partire il
mercato consumer
».


Da ciò sembrerebbe risultare che l’accoppiata Pentium 4/Rdram non fosse
vincente, dato che il successo è arrivato quando finalmente è stato possibile
usare un tipo di memoria più economica, anche se con prestazioni inferiori.
«Noi crediamo ancora che la Rdaram sia la memoria più adatta per il nostro
processore
– ha precisato Bucci – solo che rimane un prodotto per le
macchine high end. Per attivare il segmento mainstream è stato necessario
puntare su scelte diverse, che consentissero di proporre macchine più
economiche. Non è infatti un caso che i processori più su cui c’è più richiesta
siano quelli a 1,5 GHz. Inoltre, con l’imminente arrivo della memoria Ddr
completeremo l’offerta anche nella fascia media del mercato. Questo tipo di Ram
consente un ottimo rapporto prestazioni/prezzo, ma non permette di ottenere le
stesse performance delle Rdram perché opera in modo seriale e non
parallelo»
.


Il country manager italiano ha comunque precisato che, in termini di volumi,
Intel è assolutamente in linea con le previsioni e non si trova a dover
affrontare alcun problema produttivo né di capacità. Tuttavia, il mercato si è
mostrato più recettivo del previsto, soprattutto nella fascia bassa
dell’offerta. Lo shortage, o sofferenza qual dir si voglia, secondo Bucci
dovrebbe terminare nel primo trimestre del prossimo anno, anche se sembra essere
inevitabile un effetto coda per il primo periodo del 2002.


Forse anche in virtù dell’attuale andamento delle vendite del Pentium 4,
durante un’assemblea con gli analisti il chief financial officer di Intel Andy
Bryant ha detto di ritenere che l’azienda raggiungerà le revenue previste per
l’ultimo trimestre dell’anno, che dovrebbero essere comprese tra 6,2 miliardi di
dollari e 6,8 miliardi di dollari. Più difficile, ha detto Bryant, è invece
ipotizzare quando potrebbe terminare l’attuale periodo di contrazione del
mercato.

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