E-health: 10 opportunità per l’It italiana

Si svolgerà a Genova dal 6 al 7 aprile il Life Tech Forum, importante occasione per fare il punto sulle innumerevoli declinazioni del concetto di “sanità digitale”. L’evento è stato preannunciato da una tavola rotonda in cui dai dati sono emerse diverse opportunità per System Integrator, sviluppatori e start up. Le riassumiamo in 10 punti.

1Formazione

Una delle evidenze indicate da Furio Gramatica, responsabile dell’Health Technology Assessment per la Fondazione Don Gnocchi, riguarda la formazione al personale: “Uno scouting corretto delle nuove tecnologie è fondamentale per enti, istituti privati e per il personale sanitario, troppo spesso i medici e gli operatori non sono a conoscenza dello stato dell’arte delle tecnologie”.

2Big Data

Quasi banale capire quanto possa essere utile l’analisi dei dati in medicina, disciplina sperimentale che poggia le basi sullo studio della casistica. Sono necessari, dunque, strumenti intelligenti di standardizzazione e acquisizione di basi dati eterogenee, e strumenti di business intelligence capaci di intercettare dinamicamente dati misti, confrontarli e rendere i risultati comprensibili (data visualization).

3Analisi semantica

I dati sanitari disponibili sono un’infinità, lavorare in modo intelligente sui Big Data secondo Marco Vergani, Sales Director Local Regional Government and Healthcare di Microsoft Italia, significa anche essere in grado di comprendere cosa cercare. Strada aperta, dunque, a motori di ricerca semantici o particolarmente sofisticati per l’ottimizzazione di tempi e quantità di dati.

4Legacy

Le strutture sanitarie sono certamente tra le più eterogenee se si parla di hardware e software. Una delle carte da giocare nel settore per System Integrator e sviluppatori è certamente la capacità non solo di estrarre i flussi di dati da sistemi legacy ma, soprattutto, di garantirne la qualità e la correttezza.

5Tecnologia

Negli anni 80 la Sip presentò il precursore dei wristband: un dispositivo capace di monitorare lo stato cardiaco in mobilità. Partner tecnologici italiani specializzati sull’hardware lavorano insieme agli istituti medici in diversi ambiti: wearable technology (chip sottopelle per lento rilascio o sensori su capi di abbigliamento per diagnosi precoce), robotica, IoT, stampa 3D di organi e tessuti, realtà aumentata. Durante l’incontro, per esempio, è stato ricordato il “letto smart” per i malati di Alzheimer che, nel momento del risveglio improvviso del paziente, è capace di generare un ologramma di un parente per rassicurarlo.

6Network

Durante il suo intervento, il cardiochirurgo Luciano Bresciani, già Assessore alla Sanità della Regione Lombardia ed esperto di programmazione sanitaria, ha invocato più volte il concetto di “Rete di funzioni” per le strutture sanitarie al fine di ridurre la spesa sanitaria a carico dello Stato. Un dato? Il 27,5% dei malati italiani è cronico, questa categoria costa il 70% del totale della spesa (6,5 miliardi di euro). Il malato cronico periodicamente viene ricoverato, spesso in strutture specialistiche lontane dal domicilio. Diventa fondamentale per Bresciani modificare il ruolo degli ospedali da “centri di raccolta dei pazienti” a spazi funzionali collaborativi e connessi in modo da ottimizzare, o evitare, ricoveri e trasferte. Cosa serve? Sistemi di collaborazione avanzati, reti sociali private, cloud condivise, sicurezza.

7Sicurezza

Nel prossimo futuro, sia in ottica di rete sanitaria che di telemedicina, la garanzia che le informazioni viaggino in totale sicurezza diventerà un fattore distintivo per l’offerta della singola struttura sanitaria. Soprattutto nel caso della telemedicina, sarà fondamentale trovare un equilibrio tra l’usabilità degli applicativi e il trasferimento dei dati sicuri nella rete domestica.

8Start Up

Delle 5300 start up italiane censite da Infocamere, 300 (dati Assobiomedica) si occupano di e-Health. Se da una parte concorrono allo sviluppo della tecnologia al servizio della sanità, dall’altra integrano geneticamente un dinamismo e una velocità operativa che spesso il system integrator non dimostra. Fondamentale tenerne conto.

9Neonati e anziani

L’analisi dei primi 1000 giorni di vita di un essere umano è un trend attuale nell’ottica di prevedere patologie dell’età adulta, ottimizzando così interventi e costi futuri. In quest’ambito sono necessari dispositivi di monitoraggio e sistemi di analisi in ottica Big Data. D’altra parte, l’incremento dell’età media della popolazione incide più o meno indirettamente sulla spesa sanitaria, ma i trend diagnostici sono prevedibili e largamente documentati, anche qui una corretta analisi predittiva dei Big Data è fortemente gradita.

10Comunicazione

L’ultima osservazione riguarda la consapevolezza dell’eccellente stato della ricerca medica in Italia. “La corretta analisi dei Big Data effettuata da un team italiano – ha ricordato Annamaria Di Ruscio, Ceo di NetConsulting Cube – ha permesso di sconfiggere il virus Ebola”. E sono numerose le sperimentazioni che coinvolgono dispostivi e software, spesso non sono sufficientemente pubblicizzate. L’iniezione di fiducia per l’intero sistema passa soprattutto dalla comunicazione.

 

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