Decreto Urbani, insorge il popolo della Rete

Il Governo vara un provvedimento che prevede sanzioni per chi scarica illegalmente film dalla Rete. Agli Internet Provider il delicato compito di segnalare gli illeciti.

16 marzo 2004 Il Consiglio dei Ministri ha approvato venerdi scorso il
cosiddetto “decreto cinema” che ha mandato in subbuglio
il popolo della Rete.

Il decreto infatti prevede pene amministrative di 1.500 euro per
chiunque “diffonda al pubblico per via telematica, anche mediante programmi
di condivisione di file tra utenti” opere cinematografiche protette da diritto d'autore e di 2.000 euro per chiunque “ponga
in essere iniziative dirette a promuovere o ad incentivare” le violazioni
del copyright. In pratica chi scarica filmati da Internet usando i network
P2P
(peer-to-peer) rischia queste sanzioni.

Tutto questo a distanza di due giorni dalla normativa europea che
di fatto dichiarava non perseguibile il download effettuato ad uso personale.

Secondo Giuliano Urbani, ministro dei Beni Culturali e promotore
del provvedimento, “Le multe nei confronti di chi agisce senza scopo
di lucro sono più che simboliche che altro, con lo scopo
(condiviso
dalla normativa europea ndr) di disincentivare ed educare”.

Il decreto non ha mancato di scatenare reazioni contrarie soprattutto da parte
degli Internet Provider. Il provvedimento infatti prevede che gli ISP (Internet
Service Provider
) informino l'autorità giudiziaria in
merito agli illeciti dei quali vengano a conoscenza, come se fossero, insomma,
poliziotti della Rete. Un ruolo, questo, che gli ISP non vogliono certo ricoprire
anche perché , come ha spiegato il presidente dell'Aiip (Associazione
Italiana Internet Provider) Paolo Nutiin via teorica
il provider può individuare senza difficoltà i pirati, ma a parte
l'onere economico dell'operazione, agirebbe in violazione della
privacy e della Costituzione
”.

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