DDR II, si scaldano i motori

Fra qualche mese arriveranno i primi esemplari della seconda generazione di DRAM. Viene ridotta la tensione di alimentazione e raddoppiato il numero dei bit letti per ogni ciclo di clock

4 marzo 2004 In un periodo nel quale sono i processori a tenere banco,
fra annunci, restyling e novità, timidamente anche le memorie rialzano
le testa. Sono attesi infatti nei prossimi mesi i primi esemplari di moduli
DDR II
, moduli che troveranno inizialmente sbocco nei server e nelle
workstation ad alte prestazioni.

Le DDR II non sono un vero e proprio salto tecnologico. I principi base di
funzionamento rimangono gli stessi. In particolare si riduce la tensione di
funzionamento, da 2,5 a 1,8 V e il package da TSOP
(Thin Small Outline Package) passa a FBGA (Fine Pitch Ball
Grid Array). Nel TSOP i contatti del chip sono lamelle disposte lungo i lati,
nell’FBGA i contatti sono delle piccole sfere posizionate sotto il corpo
del chip stesso.

I chip FBGA occupano così meno spazio e hanno migliori
caratteristiche di connessione
che si riflettono sulla velocità
della memoria. La tensione di alimentazione si riduce a 1,8 V per venire incontro
alla tendenza delle schede madri di funzionare a tensioni sempre più
basse per ridurre il consumo energetico.

Nelle DDR II è stato raddoppiato il numero dei bit letti per
ogni ciclo di clock
e inviati alla pipeline interna, da due a quattro,
e aggiunto un terminatore sul chip che migliora la stabilità dei segnali.

Meccanicamente uguali alle DDR attuali, le nuove memorie non
sono però compatibili
con le schede madri ora in commercio.
I primi moduli avranno una frequenza iniziale di 400 MHz, come le attuali DDR,
che in seguito aumenterà a 533, 667 e 800 MHz, velocità irraggiungibile
per l’attuale tecnologia DDR.

Tuttavia non è detto che l’impiego delle DDR II per la memoria
di sistema sia adottato come previsto nella seconda metà del 2004.I produttori
di chipset e schede madri procedono infatti con cautela visti gli iniziali costi
elevati dovuti alla riconversione delle linee di produzione
(il processo costruttivo è infatti diverso rispetto alle DDR). Più
probabile che sia il 2005 l’anno in cui le DDR II diventeranno di largo
impiego.

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